Senza categoria

Modolena 3 – 1 Orologia

Cronaca

MARCATORI: Ayadi (M) 10°, Albertini (O) 22°, M. Mroz (M) 33°, Cerelli (M) 46°

Seconda partita della serata giocata tra una squadra in cerca di rivalsa e l’altra in cerca di quel quid in più per ottenere i 3 punti sfuggiti nella gara precedente.
Ci sono tutti i presupposti per una sfida elettrizzante da seguire in apnea per 60 minuti, se non che 3 elementi attesi ormai da 2 anni oscurano il bel gioco proposto: il parrocchiale aperto al 100% al livello della Puskas Arena con il tutto esaurito che quando gioca il Modolena è una costante, il Briso e le sue citazioni alla Caressa e la fotografa richiesta già dalla partita di esordio ma assente per motivi scolastici.

“Briso dacci le quote” non poteva non essere questo il titolo stampato in prima pagina della Gazzetta.
21.30 tutto pronto si parte… ah no il direttore di gara deve finire la sigaretta, solo dopo qualche minuto scandalizzato dal borbottio dei calciatori si avvia da solo verso il centro del campo, chi ben comincia è a metà dell’opera giusto Martini?
Pronti via, il Briso pronostica la vittoria del Modolena senza neanche dare un’occhiata alla formazione avversaria, passano 9 minuti e commenta con un “il 5 è in forma oggi secondo me farà goal, SEGNATEVELO!!!” non passano 30 secondi e la predizione si avvera. Sami detto Simi infila il pallone in rete alla Pippo Inzaghi non si capisce bene con quale parte del corpo su un tiro/assist di Cerelli. Dopo di che passano 10 minuti senza impensierire i 2 portieri, fino a quando Hamilton con un cross al bacio non la scodella per Albertini che con una torsione scientificamente irrealistica scavalca di testa Olmi che sorpreso urla allo scandalo per l’assenza del fuorigioco.
Secondo tempo che vede la formazione di casa portarsi subito in vantaggio dopo un perfetto assist di nuovo di Cerelli per M. Mroz che da vero numero 9 alla prima occasione non sbaglia, dopo di che il Briso si rimette in azione prevedendo il secondo goal personale del bomber Sami al decimo della ripresa e allo scadere del decimo minuto il numero 5 del Modolena calcia fuori da pochi passi. Il futuro raggiante da veggente del Briso inizia a incrinarsi; sconsolato comincia a trovare scuse per questo ERRORE da matita rossa della punta.
In seguito la partita prende una brutta piega, da segnalare molti falli, alcuni gratuiti. Il pubblico alimenta lo scaldarsi degli animi in campo che culmina nel fallo da rigore a favore del Modolena di Torri su Crivaro che, a parere di molti, è perlomeno dubbio per non dire inesistente; al Clausura per adesso non siamo dotati di VAR e quindi il direttore di gara Martini può fare quello che vuole. Cerelli va sul dischetto e la mette a fil di palo: 3 a 1 e partita in ghiaccio con i vincitori in piena lotta per la finale e l’Orologia che a meno di miracoli sportivi saluta la sua speranza di alzare la coppa.

Pagelle: Modolena

Olmi: Non può nulla sul goal subito per il resto partita sufficiente, da segnalare lo sguardo perplesso dopo aver capito che non c’è il fuorigioco su azione in un torneo di questo calibro. RILEGGERE IL REGOLAMENTO 6
Crivaro Salvatore: Partita di sostanza per lui, quando è ora di andare a contrasto lui c’è e si fa sentire e se c’è qualcuno che può insegnare l’arte dello spazzare senza fronzoli quello è il numero 2 del Modolena. ROCCIA 6+
Cossentino: Stecca la partita forse perché si scorda che non si deve dare tutto nel prepartita, non riesce a uscire dall’ombra di quel goal segnato nel riscaldamento a togliere le ragnatele con annessi applausi dalla curva incredula che esistano ancora piedi raffinati al Parrocchiale. PUÒ FARE DI PIÙ 6-
Prandi: Uno degli ultimi della vecchia guardia con cui la valutazione parte sempre dal 6 senza discussioni, uomo spogliatoio che inizia la partita dicendo di partire in panchina per riposarsi, tanta tecnica e forza di volontà, anche se mal servito dai compagni fa due assist al bacio non sfruttati a causa di un’area deserta simile all’area Inglese in Croazia-Inghilterra. MODRIC 7
Ayadi: C’è poco da dire su questo ragazzo, entra spacca esce ciao. Partiamo dal commentare come il Briso tratta il numero 5 e direi che si nota più di qualche somiglianza con il legame che hanno Sir. Ferguson e Ronaldo, e arriviamo al dire che giocando questa partita a sprazzi Sami riesce comunque a fare goal e spende in una notte buia anche per colpa dell’illuminazione, Sir. Briso fa notare che Ronaldo alla Juventus non esce mai… SIMY 8.5
Crivaro Salvatore: La voglia di incidere sulla partita non manca ma la lucidità nell’ultimo passaggio è il tallone d’Achille del 6 del Modolena che crea e distrugge più del dovuto. POTEVA ANDARE PEGGIO 6+
Nocera: Buona partita condita da tanta corsa e sacrificio, peccato per il tiro al volo leggermente fuori sullo scadere del secondo tempo che poteva esaltare una prestazione più che sufficiente. PERSONALITÀ 6.5
Mroz A.: Si riconferma dopo la buona partita inaugurale, ostico ma corretto come di prassi per il suo stile di gioco peccato per le multe prese per eccesso di velocità per gli scatti sulla fascia. THEO HERNANDEZ 6/7
Mroz M.: Primo tempo in chiaro scuro ma nel secondo tempo entra un altro numero 9 prima il goal poi un tunnel a macca evento più unico che raro con un contorno di tanto bel calcio e strigliate a tutti coloro che si innamorano del pallone. NOVE ATIPICO 8+
Cerelli: Partita magistrale anche se per lui è ormai consuetudine sfornare ottime prestazioni, crea occasioni su occasioni e nel primo tempo riscalda il piede con l’assist e qualche tiro sotto tono, nel secondo tempo sforna il secondo assist personale ma non gli basta e chiude lui la partita con un rigore perfetto. TOP PLAYER 8/9
Crivaro Simone: Carico a molla, forse anche un po’ troppo, primo tempo così così che spinge il Briso a commentare “forse è meglio che torni a giocare a rugby”, prova in ogni modo a farsi notare ma da quel che si vede in campo dimentica a cosa serve il pulsante X a fifa. Merita però più che sufficiente per la mentalità da finale di coppa dei campioni e per il gesto tecnico nell’azione che porta al rigore/simulazione, a voi la scelta del vocabolo da utilizzare in questi casi, del 3 a 1 anche se dagli spalti hanno scelto cosa ricordare della sua prestazione… TANIA CAGNOTTO 6.5
Spitaleri: Dice di rivedersi in Dani Alves a fine carriera e per può bastare questa affermazione per decidere il voto. AUTOVALUTAZIONE 6+
Fontanelli: Buona prestazione per uno che può diventare perno della squadra per il prossimo decennio, al terzo tiro non vicinissimo allo specchio, il Briso osserva “bella l’idea ma la prossima volta lascia tirare qualcun altro”. CORAGGIO 6
Schillaci: Sempre un bel vedere in campo con dei cambi di gioco da insegnare alle scuole calcio, non ditegli che non si sentono 30 anni nel giocare a pallone. BEL GIUOCO 7

Pagelle: Orologia

Po: Da sottolineare le parate di piedi che tengono in partita Orologia per gran parte della gara, rischia molto sull’uscita con annesso dribbling ma merita solo applausi per il coraggio messo in quella giocata, peccato per i 3 goal che abbassano notevolmente il fantavoto. Evita il quarto goal con gli occhi laser intimando al pallone di non entrare nello specchio. HANDANOVIC 5.5
Salsi: Non una grande partita per il difensore dell’Orologia che in lascia il segno sulla partita complice anche la buona prestazione dell’attacco avversario. PECCATO 5.5
Torri: Nel complesso non malissimo prova a ricreare la situazione che ha portato al goal contro il Montelocco ma spara in curva, peccato che non ci sia ancora… C’è da evidenziare l’entrata su Simone Crivaro per il rigore che chiude la partita, semplicemente sul pallone quanto quella di Hummels su Mbappé di qualche giorno fa solo che noi il VAR non lo abbiamo. MARTINI COME MORENO 6.5
Macca: Debutto al Clausura per uno dei top player del torneo che non rende l’idea della reale qualità del giocatore, insieme a Tirelli tiene in piedi il centrocampo dei blancos ma quando si spinge nella trequarti avversaria non fa mai troppa paura agli avversari. NON BUONISSIMA LA PRIMA 6.5
Corradini: Con questo ragazzo c’è da fare un discorso in prospettiva perché in questo momento è ancora con la testa ai calcetti 20 vs 20 con i bimbi del campo estivo ma i piedi dicono che lo aspetta un futuro da protagonista se solo inizia a lottare su ogni pallone come fosse l’ultimo della sua carriera, l’importante è non fare la fine di Hachim Mastour. PROMESSA 6
Rozzi: A differenza di Corradini la mentalità è già da giocatore esperto, gli riescono quasi tutte le giocate si nota il tasso tecnico elevato nel trequartista, forse l’unica pecca della partita è che lui come altri di Orologia giocano troppo lontani dalla difesa e questo fa perdere pericolosità alla squadra. FODEN 7
Tirelli: Si presenta alla partita con la bora fatta 3 giorni prima come di prassi ma qualcosa non va quando si nota che sulla maglietta manca il solito numero 8 che lo contraddistingue da sempre… ha sbagliato la maglietta, questo fa perdere di credibilità non solo alla sua squadra ma all’intera organizzazione del torneo. MEGLIO CHE LA BORSA LA FACCIA LA MAMMA 6
Pili F.: Fa fatica a trovare la posizione in campo e oltre a qualche tiro dalla distanza prova a imbastire un primo pressing ma quasi sempre viene scavalcato. DISORIENTATO 5.5
Cattolico: Il numero 10 dell’Orologia delude, bisogna dire che le sue sgaloppate sulla fascia le ha fatte ma con l’andare del tempo perde di lucidità perciò i suoi cross e i suoi tiri non convincono il pagellatore a dargli la sufficienza. NON BASTA CORRERE PER LA SUFFICENZA 5.5
Pili N.: Si muove tanto la davanti ma tocca pochi palloni ed è molto spesso girato con le spalle alla porta, così non riesce a giocare al suo meglio anche se frammenti della sua qualità riusciamo ad apprezzarli comunque. KULUSEVSKI 6+
Lupo: Anche per lui partita sottotono con qualche momento di libertà quando si spinge nella metà campo avversaria ma nulla di più. COMPITINO 6
Albertini: Segna un goal in pallonetto con un colpo di testa ravvicinato e fa sperare in risultato positivo ma come Rozzi gioca troppo lontano dalla porta avversaria, non viene supportato adeguatamente e aspetta in vano la palla giusta da infilare dietro alle spalle del portiere, rischia la doppietta con un tiro da fuori area dopo un paio di palleggi manco fosse Maicon. SEMPRE IN GOAL 7.5
Strozzi: Giornata no per l’attaccante dei blancos che torna al suo vecchio ruolo di attaccante dopo la scorsa partita giocata in difesa ma fin da subito si nota che non riesce ad entrare nel vivo dell’azione o per errori dei compagni, soprattutto nei lanci lunghi o per suoi errori, noi diamo la colpa al manto erboso non proprio perfetto. SVEGLIARSI CON LA LUNA STORTA 5.5
Hamilton: Per più di metà della prima frazione di gioco corre molto ma sbaglia concettualmente le idee di gioco, poi tira fuori dal cilindro un assist che quelli del Modolena devono andarsi a vedere al replay per capirci. INSEGNACI COME SI FA 6/7

SQUADRE IL CALUSURA

EDIZIONE 2021

PREMESSA: Si farà la COPPA, ma non si chiamerà Coppa dei Cantoni. 🏆

Perché non sarà la Coppa dei Cantoni. 😯
Abbiamo deciso che ci sono ancora troppe incertezze, per mettere in piedi un torneo così impegnativo come la Coppa che tutti ricordiamo.
Però, vogliamo, ad ogni modo, dare l’opportunità di giocare un bel torneo di calcio. ⚽️
Alcune caratteristiche principali della coppa le terremo, altre varieranno.
Restate sintonizzati poiché giorno per giorno, vi andremo ad illustrare il torneo che verrà. 🔝
Ma la Coppa dei Cantoni finisce? 🤨
La nostra intenzione è quella di riproporla nel 2022.
Ci siamo fatti un nome e abbiamo una tradizione da rispettare, non finisce qua!

ISCRIZIONI: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdtJNlpcCUoxbxw0-dkKzUvsqoQbqi5Lta7tna82N1MS0SBPA/viewform

IL COMMENTO DELLA FINALE: TRIPOLI – La BUCA 1-0

“Le finali non vanno giocate, vanno vissute”.
Se arrivi in finale alla Coppa Cantoni.. per quell’ora non conta il viaggio. Conta la meta.
Avevamo pronosticato una notte magica.
Beh, ecco… calcisticamente proprio magica non lo è stata.
Un gol. Pochi tiri, tanta tensione. Partita che si accende solo dopo 45 minuti di studio.
Per le premesse alla partita, leggete articolo di ieri. Però attenzione, puzza tanto di Ctrl+C – Ctrl+V dell’edizione 2010.

Foto ricordo col Sindaco Olmi, selfie con Salvini, fumogeni, Inno italiano, Dodo molesto al microfono, odore di salsiccia perenne in zona porta ovest, facciamo accomodare due del Cerro che ancora stanno cercando la palla e si comincia.

Messaggio chiaro di tripoli in partenza. Da qua dietro non si passa.
Carletti viene gambizzato alla prima incursione.
Natoli per la prima volta mette avanti il naso per tripoli che sull’azione seguente costringe Salvini alla doppia parata. Tripoli prende in mano il gioco, squadre molto abbottonate, palla ribattuta al limite dell’area, Cerelli è nel posto giusto al momento giusto, e la sbatte dentro con un tiro non bello ma efficace al 15‘. La curva di Tripoli è in visibilio.
Mroz dalla panca fa il gesto del catenaccio, tripoli chiude la zip sul gioco, si barrica in difesa in attesa del lancio dei tre dadi di La Buca.
Nel finale di tempo c’è spazio per una bella girata di Petagna Strozzi ma Forcillo si rifugia in angolo.
Il primo tempo si conclude con pochi tiri, poco gioco, poche cose belle.

Si riparte. La Buca deve fare la voce grossa, Masciulli al 5’ della ripresa sfiora di testa il gol.
E’ un momento buono per la Buca che intensifica il gioco. Carletti se ne va con un incursione fin dentro alla porta ma senza fortuna. Golinelli spara alto su una conclusione facile.
Su una ripartenza di tripoli la difesa de La Buca lascia colpevolmente Prandi libero di avanzare, arriva al limite dell’area, spara un gran tiro che sfiora l’incrocio.
E’ La buca però a fare il gioco, il gol sembra nell’aria. Tripoli si barrica in difesa. Qualche fallo di troppo costringe l’arbitro ad estrarre il cartellino. A farne le spese è proprio Prandi, anche lui colpevole di essere nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Sulla punizione successiva Albertini spara talmente alto che le speranze de La Buca volano in cielo col pallone.
Non succede nient’altro di interessante, il tempo inesorabilmente vola e la partita finisce in sordina come era cominciata.

Tripoli è Campione di Montecavolo per la terza volta.

Si spengono le luci sulla coppa 2019 (..per una volta non da sole…)
Da tanto tempo non avevamo un campo così verde per la finale…
E non è merito di Tommy e il suo staff.
Dovevamo capirlo subito..
Verde speranza…. Verde Tripoli!

PAGELLE

34 Strozzi. Ti sembra che ogni palla che gli arriva possa essere quella decisiva, quella buona da buttare dentro. La mezza rovesciata oramai è diventato il suo marchio di fabbrica. Partita generosa, nel finale di partita, quando si accende la disperazione, sembra un po’ sulle gambe. Manca solo il gol a Petagna. 6.5

10 Albertini. Siamo uomini e se siamo uomini sappiamo e dobbiamo ammettere quando le cose non vanno. E assumerci delle responsabilità. Non è che possiamo dare la colpa agli altri. Coppa ad altissimo livello, ma ieri sera, il sasso da quella fionda non è partito. Non sono 60 minuti a cambiare i giudizi su un giocatore. 6,5

8 Tirelli. Non trova la quadra. Se avesse potuto avrebbe fatto un altro cambio (…), completando il suo (già) diabolico piano 2019. Ma il regolamento impedisce di cambiare giocatori per la finale. Condizione necessaria ma (per stavolta) non sufficiente per alzare la Coppa. Per affogare i dispiaceri, prosciugherà L’avana, ne siamo certi. 6.5

7 Carletti. Ehhhh ragazzi. Ehhhhh ragazzi. Qualcuno si sofferma sul capello tendente al brizzolo porco cane.. ma c’è un motivo se sto ragazzo gioca e gioca così. Non gli abbiamo fatto trovare il gesso ma spiega comunque a tutta la Buca dalla cattedra com’è che bisognerebbe fare. 7

5 Golinelli. Mai in partita. Mai in ruolo, ci aspettavamo ben altro contributo da uno della sua caratura anzi dal suo cognome. 6

3 Boschini G. Terzino col cervello, va in crisi quando le scorribande iniziano ad essere multiple e numerose, proprio sulla sua fascia. Comunque buono esperienza dall’ottima prospettiva. 6,5

4 Augusti. L’imperatore de La Buca. Poteva essere speso di più e meglio. Nel finale porta freschezza utile. 6+

11 Cattini. Affidabile in difesa, con il suo fisico riesce a tenere a bada i giovani e piccoli tripolini. 6,5

2 Caselli. L’agonismo non gli manca, il livello di agonismo è lo stesso dalla prima all’ultima partita. Non ha colpe sul suo reparto. Meno agitato del solito è un bene per l’umanità, per ortopedia del Santa Maria e soprattutto per la Parrocchia. 6/7

1 Salvini Incolpevole sul gol, protagonista di qualche buon intervento. Il riconoscimento a fine serata non fa che confermare questi giudizi visti in campo. 7

6 Destefano. Assicura cambi freschi ai compagni. Abituato al calcetto del camp nov, il parroquial però è un altra cosa. Giovane, col tempo potrà ritagliarsi dello spazio. 6

23 Masciulli. Sempre un fattore, da sempre. Sfiora il gol e si da da fare. Meglio un masciulli motivato, che un top player svogliato, è la legge della Coppa. 6,5

Lupo e Hamilton assenti.

All. Boschini. La partita è stato un disastro tattico. Non ha funzionato quasi niente di quello che si aspettava. I suoi giocatori chiave non l’hanno aiutato. Serate così, mancava soltanto che gli fregassero la bici… dunque se la porta in campo. Peccato, ma ci riproverà. 6

 

1 Forcillo. Qualcuno lo voleva come miglior portiere del torneo. Il ragazzo in effetti è stato parecchio bravo. Diciamo che l’allievo avrà comunque tempo di rifarsi. 7

8 Scarati. Qualche svarione in più del solito ieri. Però se la buca è rimasta al palo per la prima volta nel torneo…un motivo ci sarà. 7.5

10 Cerelli. Il famoso “quando lo ordini” e “quando ti arriva a casa” però al contrario. Lui come l’aceto, migliora col tempo. Decide la finale. Il pubblico lo acclama. A me fa piacere perché si vede da come gioca la coppa.. che lui ha imparato tanto… dopo anni di gavetta.. da chi la coppa l’ha vinta anni fa. L’MVP della finale comunque è lui. 8

3 Natoli. Caparbietà senza confini. Utile alla manovra offensiva, efficace, un giocatore che farebbe comodo in tutti i cantoni. Peccato che sia nato lì. 7+

5 Crivaro Sa. …”Sa” come si fa a marcare. Centrale senza sbavature. Sbrana le caviglie di Albertini, puntuale sulle chiusure. Dalla sua parte non si passa.  7.5

23 Andriano. L’altro mattone fondamentale della difesa centrale del tripoli. Con gli anni cala di intraprendenza, me lo ricordavo più esuberante.  6.5

4 Villa. Meno bene di altre uscite. Nel secondo tempo se ne esce male in tante occasioni, perdendo diversi palloni. Pilastro della squadra ma stasera in versione non armato. 6+

7 Crivaro Si. …”Sì”, è un piacere vederlo galoppare sulla fascia. Anche se a volte esagera un po’. Abbiamo notato alcuni difetti sul “vado io o andrà lui?”. Abbiamo testimonianze scritte che dimostrano che già a maggio sapeva della vittoria del Tripoli. Messia. 7

19 Mroz “elemento tossico, altamente radioattivo e pericoloso da manipolare…”. No, tranquilli, è solo la definizione del Polonio. Anche se il nostro “poloniese”.. qualche cosa in comune non escludo che.. Superattivo, frizzante, acceso, energico, pericoloso… Grinta di questo tripoli, esegue alla perfezione gli ordini del Fratello dalla panchina. 7

9 Prandi De. L’unica nota dolente del Tripoli. E’ vero, l’espulsione era generosa, i falli comunque c’erano, forse paga un po’ di agitazione. E complice anche la tanta voglia di fare, fare bene, fare gol. Si lascia andare a commenti non consoni una volta uscito dal campo. Ma quando tua madre ti riprende e ti dice “adesso basta”, tu puoi anche essere Cristiano Ronaldo, ma tu smetti. La delusione passa in fretta “sarà la seconda espulsione della mia vita” ci dice, ma chissenefrega, ed è già li che alza la Coppa. 6

34 Bonacini. Non abbiamo ben capito il suo dubbio sull’ingresso in campo con l’inno Italiano. Però abbiamo una soluzione: il prossimo anno, se ci darà una mano a registrare in sala prove “Cantoon”, testo travisato già pronto sulle note di “Rolls Royce”, promettiamo che prima della finale manderemo quella, che diventerà la colonna sonora. Esserci è comunque il più grande dei risultati. Fede Bonna che la alza è un piacere per gli occhi. 7.5

2 Cossentino. La fasciatura è per intimidire gli avversari. Apparecchia 120 parenti in curva e in campo nessuna pietà. Anim ‘e core di questo Tripoli. Si dice che stia ancora festeggiando. 6,5

Ayadi. Dispiace non vederlo in campo. Simbolo negli anni di questa squadra, il successo è anche merito suo.

All. Mroz e Carano. Carano. Non gli avremmo affidato neanche il cane della suocera. Invece tripoli è sistemata perfettamente. I cambi regolari e precisi al momento giusto. Il successo è anche loro. 7+7

Arbitro. Tutto bene, un pò di fiscalità su alcuni falli, ma il metro dell’arbitro è qualcosa di ingiudicabile. Mantiene ordine e non ci sono episodi da segnalare alla moviola. 7

LE FOTO DELLA CDC 2019

Sono disponibili al seguente link tutte le foto dell’edizione 2019 del torneo.

https://drive.google.com/folderview?id=19Iyware_IyI1d3wZGf3p_cKWWd2X9NIM

FINALI 2019

Ci siamo.
Ecco il programma della serata finale:

Ore 20:15          Playout 2019: Scampate – Il Cerro

Ore 21:30          La XVII finale: Tripoli vs La Buca

a seguire festeggiamenti e Premiazioni.

Ci trisiamo ragazzi. Finale 2019.

di Federico Buffa

 

Maggio 2006. Per il calcio Italiano è un periodo nefasto. Calciopoli, sotto accusa finiscono dirigenti, arbitri, giocatori…società.
C’è nell’aria comunque l’euforia di un mondiale, che non ci vede favoriti, ma che ci vede presenti e vivi.
Le prime partite sono incoraggianti. Il calendario della Coppa si rivoluziona per permettere a tutti di assistere a queste partite.
Il proiettore posizionato sulla parete del circolo accompagna in un gran binomio le serate di coppa alle partite del mondiale.
E’ l’anno del Brasile, della Germania che quasi sicuramente in casa vincerà facile. Di una Francia da scommettere nelle prime 4.
E alla coppa…? Cantone la corrazzata da battere col dente avvelenato per la finale dall’anno precedente.
Scampate la solita roccaforte. Rodano fortissima… ma con la maledizione dei campioni in carica.
Tripoli Cerro e la Buca si possono giocare al limite il Vino. Non c’è altra soluzione.

Tripoli si presenta ai blocchi di partenza con un’incolmabile lacuna: non c’è un portiere di ruolo. Pino, Gibbo, Sezzi, Fattori e capitan Prandi sembrano quasi sprecati senza un portiere…
Ma non è la sola squadra. C’è anche un’altra formazione che si presenta con un rookie in porta. E’ la Buca. Quest’anno poi la sorte ha anche giocato a sfavore, e il Bombev ha deciso di premiarli con una maglia grigia.. abbinata a pantaloncini rossi. Perfino un daltonico li definirebbe “inguardabili”.
Il destino però si sa, premia gli audaci. Nelle file del tripoli c’è un ragazzino, tal Pasquale Castello. Non si sa bene cosa faccia, non si sa bene chi sia.. e se realmente abiti ai palazzoni. Si sa solamente che non ha paura di niente. E’ piccolo ma salta. “Vado io in porta”.
Sarà l’inizio di un cammino trionfale, che lo vedrà protagonista per due anni di seguito in porta in finale. Da protagonista.

A la Buca come dicevo ci sono solo speranze. Mai arrivati in finale nelle precedenti 4 edizioni. Costretti a fare a meno anche del trascinatore nonché leader carismatico Zick.
Boschini A. però ha un’intuizione: portarsi per la prima volta un fidato allenatore in panchina. Il ruolo cade proprio in Zick, tralaltro.
I due formeranno una coppia tattica irripetibile, Boschini coach in campo a dettare posizioni, Zick fuori a imporre schemi e cambi.
La cosa sembra funzionare. Nonostante le perplessità iniziali in porta si sistema Zecchetti. Mai giocato in porta, ma è da anni l’arma in più sotto i tabelloni della Virtus Montecavolo Basket. Basterà?
La buca demolisce scampate, Carletti, Croci, Morelli e soprattutto Moscatelli là davanti macinano gol e bel gioco.
Lo scontro diretto con tripoli finisce in parità.
Tanto basta per arrivare alle semifinali. La buca esegue la partita miracolo con Cantone, grandi favoriti, come l’Italia a Dortmund. Tripoli regola con un Pino superlativo un buon Cerro.
Finale inedita e inaspettata.
Moscatelli la sbatte, Pino realizza una doppietta, ma poi Morelli Alberto e ancora il Mosca colorano il cielo di…grigio.
Cioè… Arancione.
E tutti a Berlino adesso..

Ma siamo al 2010.
Avete presente la sofferenza della Juve che non vince la Champions da 23 anni?
Ecco.. moltiplicatela x 1000. Tripoli è l’unica squadra che in 7 anni non è riuscita a Montecavolo ad alzare la coppa. Come se non bastasse, 3 finali su 3 perse. La Buca vede Tripoli e ripensa proprio a quel 2006.
Oddio.. nel 2010 La Buca non ha lo stesso potenziale. Si classifica per le semifinali l’ultima giornata beffando Rodano, ma “niente di serio” come direbbe qualcuno.
Tripoli invece dimostra di essere una squadra solida e compatta. Trova finalmente un portiere grazie l’astro nascente Buldrighini Jr. anche se nei gironi è una delle squadre più perforate.
Il miracolo delle semifinali come sempre accade, ed ecco che la storia ci regala una delle semifinali più epiche della storia: Scampate 4 vinte su 4, in pratica pronta alla formalità.. si trova di fronte La Buca in modalità cenerentola. I 60 minuti finiscono 3 pari. Supplementari inutili. Si va ai rigori. Da qualche parte conserviamo ancora i video, ma abbiamo ancora negli occhi la sequenza. 18 rigori tirati per segnarne 7..pali, traverse, parate.. e quell’ultimo rigore fuori di Matisse…
Incredibile ma vero, in finale ci va La Buca.

Ma anche nell’altra semifinale non mancano le emozioni. Cerro vs Tripoli. Il cerro viene raggiunto per ben 3 volte, clamoroso però è il gol di Bortolazzi all’ultimo soffio di partita…a portare tutti ai supplementari. Ai supplementari accade il fattaccio, palla in area, deviazione sfortunata di Olivi e finisce con Tripoli in trionfo ma con l’incubo per una nuova finale.

Doveva essere Cerro Scampate ancora una volta, doveva appunto.
Finale inaspettata.
Clamorosa e determinante l’assenza per infortunio del portiere Carletti. In porta andrà suo figlio, non avrà colpe, ma non sarà la stessa cosa.
Per adempiere alla regola che la finale la decide chi non te l’aspetti, Pinto, dopo 10 minuti, come per scherzo la butta dentro alla Inzaghi.
Tutti tranquilli, “La partita sarà lunga ancora..” Invece no. Pinto Gol ancora raffigurato in un murales di via Manot, come il Pibe a Napoli.
Casini e Bortolazzi chiudono la difesa, Prandi in gestione, Billy 5 in pagella sul campo, ma 8 nel morale.
Non c’è spazio per Boschini Albertini e Sezzi.
Il cielo stavolta è di-Pinto di verde. (..scusate..)

2019. Quasi dieci anni dopo, ci presentiamo con queste premesse alla finale di stasera.
Io ve lo dico ragazzi. Con queste premesse, questa finale passerà alla storia.
Perché quando i nomi non sono quelli altisonanti… non puoi che aspettarti un’altra notte magica.
Pari nelle precedenti finali.
Pari nella partita del girone.
Il campo sarà già umido per le lacrime di chi avrà perso i playout.
Ma avremo una nuova squadra a raggiungere i tre tituli.
La Buca pragmatici. A Tripoli scaramantici.
La diciassettesima.. chi se la porterà a casa?

Buono Spettacolo a tutti.

 

IL COMMENTO Il Cerro-Tripoli 1-2

MARCATORI: 19’ pt. Fontanili (C); 4’ st. Cerelli (T); 29’ st. Crivaro (T).

COMMENTO: Sarò breve. Stasera giocano due squadre che non hanno ancora brillato quest’anno, come un Peter Pan che non ha ancora trovato la sua trovato la sua Trilli Campanellino. Per entrambe è la serata che può segnare il cambio di passo. E’ quello che crede Cerro quando al 19’ del primo tempo inforca una buona combinazione con il neo-acquisto Ferri e il biondino Fontanili, che porta al gol di testa di quest’ultimo. L’esultanza è confusa, con gioia mista ad incredulità, ma quel che conta è che Cerro è avanti. Finisce il primo tempo. Tutti a bersi un goccio e si ricomincia subito, o quasi subito (assisto ad un siparietto molto tenero in cui il Buldrigao viene richiamato a bordo campo dai suoi due marmocchietti che lo implorano di uscire). Torniamo a noi, anzi torniamo al Tripoli-Cerro, o per meglio dire solamente a Cerro, ma non il Cerro che pensate voi ma la Stella del Mare Nero Giusè Cerro Cerelli: al 4’ minuto della ripresa sgancia un siluro impossibile da 25 metri che si adagia come burro sul pane nell’angolino della rete di Cerro, cogliendo di sorpresa un comunque incolpevole Buldrighini. Con il pari la partita si fa nervosa ma le azioni importanti latitano come i peggiori criminali. Uno sfortunato Zurlini colpisce la traversa al 10’, forse a presagire il finale di una serata amara per Cerro. Dopo due miracoli della Buldriga su Conti e Ayadi, è proprio ad un minuto dalla fine il lesto Crivaro trova in mischia l’insperato 2-1, spedendo definitivamente Cerro a pascolare le capre con Heidi e Peter. Ps.: sì stasera ce l’ho con i Peter.

PAGELLE

CERRO

Buldrighini: Un fiore, un giovincello con due bambini che è più bambino di loro. Stasera è in forma e para quasi tutto. 7
Fontanili: Un buon giocatore, si fa trovare sulla linea di porta a prendersi la gloria come Thomasson con il buon Pippo in un Milan-Ajax di tanti anni fa (lacrima). 6,5
Alex Farinelli: Tutti me ne parlano bene, ma a me non ha ancora convinto. Mi sa di quella carina ma poi amici come prima. 5
Andrea Farinelli: Non è in forma come quando aveva la coda, ma rimane comunque affidabile. 6
D. Zurlini: Sì dai, mi piace anche se tecnicamente vorrei qualcosa di più.
S. Zurlini: Nervossissssssimo. Gioca con cuore, per carità. Piglia una traversa e tecnicamente sostiene Cerro come una mamma con un bimbo ma non è la sua serata. 6
De Stefano: Un cuore matto, matto da legare. Sangue e passione, ma stasera mmmmm. 6
Grossi: Ma chi quello là? È il figlio di Cannuccia. Aaaaaaaah ma è quello bravo di cui tutti parlano. E ci sarà un motivo. 6,5
Castagnoli: Come Grossi (ma figlio di Castagnoli). 6
Pili: Simpatico ragazzo che rincontro con piacere dopo 10 anni. In campo non me lo ricordo però è un bravo ragazzo. 6,5
Conti: Serata da dimenticare come il banchetto Gin-Tonic per il compleanno di Vecchi. Si incaponisce senza motivo e conclude poco. 5,5
Ferri: Con la maglia granata si esalta, è sempre stato così. Assist e tanto gioco, esce dal campo stremato come da un pomeriggio di shopping ai Petali. 6,5
Catellani: Uh forte sto qui, non lo conoscevo ma ho chiesto un paio di volte in panchina chi fosse quel 23. 6,5
Mensi: Ho visto giocare meglio anche alla Coppa dei Cantoni, non mi ha entusiasmato nonostante la grande grinta. 5,5

TRIPOLI

Forcillo: Niente da dire. Incolpevole sul gol, fa il suo. 6
Natoli: Come la gramigna nei terreni di Cerro, semina scompiglio e crea gioco. Lui c’è sempre. 6,5
Ayadi: Un gran colpo di testa neutralizzato al 5’ dalla fine. Sta crescendo questo ragazzo e ancora non sappiamo dove arriverà. 6
Andriano: Daaaaa male male stasera. Ho sempre avuto un occhio di riguardo per questo ragazzo ma stasera impallino senza pietà. 5
Crivaro Sim.: Il gol nel finale lo consacra nella storia della coppa come il miglior Tony Lanza. Una furia. 7

Crivaro Sal.: Bravo gestire gli attaccanti di Cerro come la Juve ad uscire dalla Champions. Una vera certezza. 6,5

Scarati: E’ molto gregario ed è stimatissimo dagli altri gregari. Aggrega i gregari. 6,5
Bonacini: Serata poco incisiva per il Lord Scozzese. Poco da dire. 5,5
Villa: Anche lui doveva essere forte, “il miglior 2002” dicevano. Sì, ma nì. 6
Prandi: Serate più felici per il sempreverde segugio. 5,5

Cerelli: spietato e trascinatore della sua squadra, pennella un gol superbo da 25 metri. Migliore in campo. 7,5
Mroz: Fa un casino incredibile in mezzo al campo e partecipa ad ogni azione. Purtroppo spesso è meno lucido di Tirelli al Rossano e perde l’attimo. 6
Cossentino: Dopo l’exploit dell’altra volta era difficile ripetersi. Non si ripete. 5,5

IL COMMENTO Scampate – La Buca 2 – 5

Marcatori: Albertini x3 (B), Tirelli (B), Golinelli (B), Cattolico (S), Nagy (S)

Assist: Benassi (S), Augusti x2 (B)

Benvenuti al “Derby del frumentone”, tra i cantoni più agricoli del paese. Da una parte La Buca, che dopo il 2014 non ha più avuto grandi fortune e dall’altra Scampate una delle squadre più forti degli ultimi anni. Se per quest’ultimi si sta avvicinando un cambio generazionale con tutto quello che ne comporta, i primi grazie al cambio di formula da 6 a 7 squadre, si sono ritrovati ad essere un mix tra il meglio de La Fola e della Buca.

Questa naturale fusione, da origine ad una squadra davvero competitiva,  e per quanto Scampate si impegni, alla lunga le differenze emergono. Inizia bene la Buca, che domina la prima metà, Scampate difende bene, ma alla prima distrazione Albertini porta in vantaggio i suoi. Si riparte forte, l’1 a 0 è un risultato che tutto sommato rispecchia i valori in campo, e che in attesa di rifiatare,  andrebbe bene ad entrambe le squadre, ma allo scadere Tirelli s’inventa un cross che tutti battezzano fuori, tranne il dio del calcio che decide di far cadere la palla alle spalle di Ferrari, 2 a 0 fine primo tempo. Botta psicologica per Scampate.

Si rincomincia, arriva anche Bollo, ma non Franci Bertolini, La Buca era invece già al completo e riparte alla grande, ha il pallino del gioco in mano. E’ palese la differenza tra le due formazioni, una di calciatori in attività, l’altra quasi tutta di ex a riposo da qualche anno. Golinelli prova la botta da fuori, un difensore la devia e per l’estremo di Scampate arrivarci è impossibile, gran goal seppur viziato. I campioni del 2017 sono in burnout, la difesa non riesce più a reggere e Albertini segna la sua seconda doppietta in questa edizione, sono 4! “La va mel e po’ la cres” sentenzia il Briso. Resta solo l’orgoglio a Scampate che accorcia le distanze e si porta sul 4 a 2, ma è Albertini a chiuderla definitivamente sul 5 a 2.

PROSPETTIVE

SCAMPATE

LA BUCA

Può vincere la Coppa 2019?

No, massimo semifinali.

Candidata numero uno.

Può retrocedere?

Sì, ma ci sono squadre peggiori.

Quasi matematicamente no.

PAGELLE

SCAMPATE

Ferrari: un paio di goal evitabili, alla fine sono 5, ma secondo me dare un’insufficienza ad un portiere alla Coppa non è ammissibile, già la vita dell’ultimo uomo è dura così… 6-

Alex Bezzi: giovane vecchio, pesano queste lauree,  ex difensore a 24 anni, fa male a tutti, non a lui che pacifico si mette in panchina per tutto il secondo tempo. 5

Davoli: presenza ingombrante a centrocampo, non eccelle ma tiene la palla e prova a far giocare la squadra. Nel secondo tempo si fa male ad una spalla, torna in panchina e si mette a fumare, gli fanno notare che è il caso di spostarsi, li prende a male parole, ci si gira un attimo e lui è già tornato in campo per la causa dei campesinos, al primo contrasto cade a terra in preda a dolori lancinanti, non si riesce ad alzare. Serve un’ambulanza, ma stasera è l’unica sera che non c’è, bisogna aspettare il suo arrivo, codice verde ci vogliono 10 interminabili minuti, lui è in terra circondato dai compagni (foto), la sua coppa finisce qua, la diagnosi non lascia speranze: lussazione alla spalla ne avrà per tre settimane. 6

Valentini: finalm-ente Val-ente, buon controllo di palla, non molla mai, unico neo si mangia un goal davanti alla porta sullo 0 a 0… chissà come sarebbe andata 6

F. Benassi: gioca bene, ma non è un attaccate, meglio come falso nueve o seconda punta, nel primo tempo non sa con chi dialogare nel secondo meglio con Bollo. 6+

G. Bertolini: dal suo esordio abbiamo capito che non può fare la differenza, ma è un buon gregario, a digiuno dal calcio da un anno, a 20 anni, è già un ex? 5,5

Nagy: l’esordio con gli occhiali in partita, non è dei più estetici, però in campo seppur evidenzia estraneità con il gioco del calcio si impegna davvero, si vede che ci tiene, sta sera un goal lo premia anche. 6+

Ficarelli (foto): non si chiede a questi giocatori di fare la differenza, lui ad ogni modo non la fa, ma non demerita, nemmeno incide. 5,5

Giovanelli: migliore in campo per Scampate, chiude tutto, annulla Strozzi e quando lo marca lui, anche Albertini non trova la porta, tempo di spostarsi in mezzo alla difesa? 6,5

Bolognesi: arriva solo ad inizio ripresa, Caselli lo marca bene e Bollo non pare in grande forma, doveva fare la differenza ma la sua prova è opaca. 5

Matteo Bertolini: gestisce il centrocampo, fosse affiancato come nel 2017 da un Mazzieri, sarebbe il mix perfetto tipo Gattuso – Pirlo, ma di fianco ha Davo, e diventa tutto troppo lento. 6

Pietro Braglia: da uno dei migliori difensori della Coppa, a protagonista di svarioni che aprono autostrade agli attaccanti avversari, anche qua a 24 anni ex. 5

Cattolico: Scampate riparta da lui, uno dei pochi giocatori di calcio in campo per la sua squadra, il futuro è suo ma intanto segna il presente con un goal. 6,5

LA BUCA

D. Salvini: stasera poco impegnato, sui goal poche colpe, autore anche di una pregevole parata, il resto lo sbagliano gli attaccanti avversari. 6

A. Caselli: perno della difesa, per Scampate stasera è dura segnare, da sicurezza all’intero reparto, se Albertini non avesse fatto 3 goal, sarebbe stato lui il migliore in campo. 7+

A. Golinelli: passano gli anni ma si segnala sempre per le proteste, ad ogni modo sa giocare a calcio, il suo apporto è fondamentale, autore di un gran goal, nell’esultanza la sua attitudine alla Coppa. 7

A. Tirelli: solita gatta morta, sembra che non ci sia, ma poi presidia la sua zona di competenza con buone prestazioni, euro goal fortuito ma micidiale. 6,5

Masciulli: veterano della Coppa a 26 anni. Se non ci fosse lo andremmo a chiamare, scorrazza sulla fascia con risultati alterni, ma sempre una sicurezza. 6

D. Albertini: capocannoniere della serata e momentaneamente goleador della Coppa, sono già 5. In area è una sentenza. Avercene. 7/8

D. Cattini: ritorno del Catto, di fianco a Caselli prende coraggio, seppur non avvezzo al gioco del calcio, fa la sua figura, difficile saltarlo visto l’armadio che è diventato. 6,5

Lupo: stasera viene ben limitato dai giocatori avversari, probabilmente non è in serata, lascia il campo a fine primo tempo. 5,5

Boschini: se i primi due anni di Coppa che fai, arrivi ultimo e penultimo pur giocando bene, potresti non prenderla benissimo, ma quest’anno potrebbe essere la volta buona. Grinta da vendere. 6,5

Hamilton: non lascia il segno in questa partita, si perde sulla fascia dove non riesce ad incidere come dovrebbe. 5,5

Carletti: silver fox solita sicurezza da capitano navigato, tanti anni di Coppa, sa come la sia alza, quest’anno il gruppo c’è deve solo farglielo capire. 6,5

Strozzi: non bissa l’exploit della prima partita, Giovanelli lo limita e lui conclude ben poco. 5,5

De Stefano: non fa danni, con il tempo troverà anche il coraggio di emergere, per ora giovane gregario. 6

Augusti (foto): ma questo ragazzo dove l’abbiamo trovato? Caschetto anni ’90 e fascetta da fan di Gigi Dag, si mette dietro alla punte e ci piazza due assist. Gran bella scoperta. 7

Retro ce diamo!

“Perché Proprio la Fola?”.

E’ stata la domanda che è rimbalzata nella testa di molti al termine della decisione di effettuare la Coppa 2019 a 6 squadre invece che 7, escludendo La Fola, come già successo in altre situazioni passate.
In fondo…anche lei ha un passato glorioso, con titoli, successi… Per non parlare di quella vittoria sfuggita di un soffio, forse per colpa solamente di alcune assenze, proprio lo scorso anno.
E dunque…Perché prendersela proprio con la Fola?
E’ vero, geograficamente parlando, è quella coi confini più labili, ma già negli ultimi anni la Coppa ha dato dimostrazione di saper stiracchiare i confini in caso di bisogno.

Ma ecco dunque il perché di questo post. La proposta è forte.. fortissima… dunque sedetevi.
Avete presente il Trofeo del Vino? Quello che assegnava si una bottiglia ma….poco poco di più..?
Ormai snobbato dai grandi campioni un po’ come la Coppa Italia?
Da quest’anno si trasformerà in un palcoscenico in grado di ospitare un vero e proprio dramma sportivo….
Sì, un dramma: ..la prima “retrocessione” della storia della Coppa Cantoni!
Qualunque campionato che si rispetti ammette verdetti di fine anno, positivi.. ma anche negativi.
Ecco dunque il perché nel 2020 vedrete La Fola tra la partecipanti di diritto.
E una squadra in meno tra le attuali 6.

La partita che anticiperà la finale giovedì 20 giugno, sarà dunque (…senza gli shoot out, chiaro..) decisiva in questo senso: il cantone sconfitto, non lo rivedremo il prossimo anno. Tutto questo almeno fino a quando il calcio tornerà ad essere uno sport popolare a Montecavolo, e i partecipanti saranno tali da tornare a formare 7 o perché no 8, 9, 10 squadre.

L’Organizasion