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SEMIFINALI, IL RITORNO

Nella lotta per la conquista della finale, tutto è ancora possibile…
Stasera ne vedremo delle belle!

Ricordiamo il regolamento, in caso di parità di risultato, non contano (ovviamente) gol in casa o in trasferta, ma unicamente la somma totale dei gol.
In caso dunque di parità al termine dei 120’, si andrà avanti con un tempo supplementare UNICO di 10 minuti (con ev. recupero nel caso), invertendo nuovamente il campo.
Infine, in caso di ulteriore parità, si finirà ai tiri di rigore, dove non sarà necessario stabilire un ordine prestabilito o anticipare una lista per i giocatori. Il sorteggio dell’arbitro con monetina stabilirà chi inizia per primo.
Le squadre si alternano alla battuta dei tiri di rigore, finché entrambe non ne hanno battuti cinque a testa (o meno se il risultato è già matematicamente certo). Se al termine dei 10 rigori le squadre saranno in parità si procederà ad oltranza.
Nessun calciatore può calciare un secondo rigore finché tutti i suoi compagni non hanno battuto il proprio.
I rigori verranno calciati tassativamente nella porta lato Canonica.

NB. La parte legata al supplementari e rigore vale anche per la Finale.

Il Cerro – Rodano 3-2 SEMI A

Marcatori: Castagnoli F., Martini Al, Torri, Schillaci, Castagnoli F.
Assist: Benassi, Grossi F.

Cronaca

Neanche il tempo di arrivare in ritardo, chessarà mai, damme er tempo de na bira, o de offende Diana vs Vezzo sul centrale che giocano coi punteggi der ping pong, che pronti via Castagnoli lascia tutti di stucco con ‘a giocata de la vita. C’è er Briso in panca quindi siamo tranquilli.
“Ma zizzo dov’è?” “Boh… dovrebbe arrivare [forse]”.
A dir la verità prima di Castagnoli fu Martini An. a richiamare il miracolo di Braglia.
Rodano riparte alla carica, Benassi per Schillaci ma Ferrari si supera nell’intervento.
Sull’angolo successivo battuto magistralmente la difesa de Il Cerro si addormenta, il pallone arriva sulla testa di Renato che doveva solamente spingere in porta ma manca di una ventina (di metri) la porta.
Rinvio da lontanissimo del Cerro, uscita a vuoto di Braglia, la palla si insacca nuovavamente, ma il direttore di gara ferma tutto ravvisando una spinta di Martini ai danni del portiere. VAR e non convalida del gol.
Al 16’ Benassi si mette in mostra in area del Cerro con uno stop da cineteca, veronica, campanile, tir aggir al volo ma non è fortunato. Scroscio di applausi dalla curva canonica per il gesto tecnico invidiabile.
Partita in equilibrio quando al 23’ Martini Al recupera un pallone a centrocampo, decide di mettersi in proprio, si invola, salta il difensore, arriva a tu per tu con Braglia e lo fulmina: gol d’altri tempi. Cerro 2 a 0 e dominio in tutte le fasi del campo.
La partita sembra segnata, il Cerro potrebbe prendere il largo, sta per concludersi il primo tempo. Rimessa laterale di Vecchi dalla 3/4, Benassi in area riceve e al volo gira senza pensarci in mezzo all’area, sta passando di lì per caso Torri che tutto solo, al volo, lascia partire un bolide filo palo, concretizzando un’azione da manuale del calcio. Esultanza con dedica a cuore in Tribuna. Vogliamo il nome pls.
Passano pochi secondi, Iori sulla fascia di sinistra sembra indemoniato, arriva fino al limite, scarica in mezzo, ribattuta del cerro poi la palla capita sui piedi di Schillaci che da vicinissimo insacca di potenza.
2 minuti shock del Cerro, Piermattei fischia, tutto da rifare.
Con la considerazione dei presenti che… abbiamo assistito finora una gran partita.

Il secondo tempo riparte sullo stile. Il centrocampo del Cerro è pura poesia, Castagnoli, Colato, Martini e Magrì (e idem con Fontanelli e Gozzi) giocano a memoria (e il Cerro può lamentare di pesanti assenze), difficilmente ricordiamo un gioco più spumeggiante di quello del Cerro 2023 nelle precedenti edizioni della Coppa.
Tanto studio poche occasioni nella prima parte di gara.
Il Cerro insiste ma i calci d’angolo non sono proprio la specialità della casa. Ne sprecano diversi prima di arrivare al 17’. Il dormiente Rodano si sveglia, Benassi tira fuori la magia da una palla inutile al limite dell’area, controllo, bordata che si stampa sulla traversa per poi finire in via Mascagni. Tutti a bocca aperta compreso il vicino di casa.
La partita si infiamma nuovamente, così de botto. Benassi altra girata spalle alla porta ma stavolta sfiora soltanto.
Nel frattempo arriva Grossi F., si cambia in panchina e vola in campo senza grandi preliminari, e subito si intravede qualche scambio e movimento con Castagnoli. Su uno di questi Castagnoli arriva al tiro ma Braglia respinge in corner. Sono solamente le prove. Mancano 5 minuti, cambio di fronte ed è Torri a impensierire Ferrari, costretto alla paratona plastica. Sul rovesciamento, cross da centrocampo per Buldrighini che si improvvisa Giroud ma non con gli stessi risultati.
Ma il gol è nell’aria. Come nel primo tempo la beffa degli ultimi minuti. Siamo al 28’. Fa tutto Grossi F. riceve palla, incursione al limite dell’area, serve Castagnoli libero che stavolta deve solamente insaccare.
In contemporanea è importantissimo segnalare l’arrivo di Zizzo, che nonostante tutto va negli spogliatoi a cambiarsi.
Il tempo per Benassi di provare per l’ultima volta il pareggio, ma Ferrari compie un ultimo miracolo.
Piermattei Fischia, Zizzo entra in campo pronto e…. ci vediamo Lunedì.

Partita divertentissima, spettacolare, bel calcio, di grandissimo livello tecnico…. davvero non se ne vedevano così da tempo. Complimenti a tutti i giocatori.
Avete onorato la Coppa… ma soprattutto il calcio!

Pagelle
Rodano

Davide Braglia 1. Alterna miracoli a qualche uscita incerta. Sicuramente non è facile giocare su questo campo, quindi privilegia la sicurezza all’evitare la figurasa. Incolpevole sui gol. 6.5
Francesco Schillaci 45. Arcigno dietro, con licenza del gol, scaltrissimo nel farsi trovare al posto giusto al momento giusto. Vero lupo di mare, navigatore del fiume Rodano. 7
Filippo Fontanelli 8. Dall’amore per i calcio, con i Fontanelli solo buoni frutti. Meno pimpante che in altre uscite. Il talento non manca. 6.5
Filippo Benassi 10. Fa un altro mestiere rispetto a tanti presenti. Funambolico. Ha sempre tra i piedi la possibile giocata. Veloce, agile, roboante. Migliore in campo nonostante rimanga a secco, e questa è già una notizia. 8
Gino Renato 5. Gioca con la testa. Non in senso come vorremmo dire, ma proprio ci mette la testa….divorandosi un gol di testa, spaccando il labbro a Martini con un’incornata e riprovandoci stendendone un altro. Lo dovremo rivedere, coi piedi. 6
Sebastiano Torri 6. Se non fosse per Benassi, che forse è un po’ troppo per i miei gusti e per i palati fini del parroquial, sarebbe lui l’MVP azzurro della serata. Corre come se non ci fosse un domani. Il controllo palla sul Parroquial è invidiabile. Gol, giocate, tanta roba. 7/8
Alessandro Melioli 17. Cambi essenziali sulla fascia destra. Non è facile col centrocampo del Cerro risultare efficaci. 6+
Tommaso Corradini 3. Giovane di bell’aspetto bella prestanza e buoni propositi. Chiamato a guardare et imparare. Preciso puntuale quando gioca, la timidezza scomparirà con anni di passione e presenza. 6.5
Samuele Iori 9. Indemoniato in prossimità dell’area. Sempre ispirato, dunque ispira, anche se non sempre fortunato con le giocate. Spazia in tutti i settori, insieme a Torri macinano più km che il trattorino di TOM giardinaggio, sponsor di queste pagelle e giardiniere ufficiale della Coppa, che ricordiamo sempre con piacere. 7.5
Tommaso Vecchi © 7. Da un fan in panchina mi arriva la sua pagella. “…6 non di più… spòl ander a cumprer un Volvo? Cès ed machina…. L’e belle armes a pee do volti….”. Noi gli diamo qualcosa in più per l’energia che non avevamo visto nelle 18 precedenti edizioni. 7
Filippo Vellani 2. Difensore dal gioco pulito e lineare, non troppo orientato all’azione offensiva, si rivela particolarmente efficace nel limitare le giocate laterali del Cerro. E’ il più rodanese di tutti i rodanesi, prosegue nella dinastia dei rodanesi, quindi grande respect e lunga vita. 6/7
Stefano Augusti 44. Il console, non gioca molto ma la sua presenza in campo è proficua. 6+
Insa Faboure 11. Purtroppo non gioca, ancora infortunato. Ci prova ma non ce la fa, quindi si rimette le sneakers e rimane in panca ad assistere i suoi compagni. Incita, consiglia, tiene il tempo. Questa è dedizione mista a entusiasmo. 7

Il Cerro
Matteo Ferrari ℗ 1. Miracoli in campo, incolpevole sui gol, sempre pronto a tuffarsi e parare, ne fa almeno tre degne di nota. Davvero generoso e propositivo… lotta, spinge, chiacchiera anche in zona bar al terzo tempo: un uomo tutto campo. 8
Mattia Magri 17. L’eleganza nello stile. Lo vedi scendere in campo e pensi a uno che si è perso dal Momama, ma poi quando tocca il pallone ti fa ricredere. Giocate eleganti, scatti, recuperi… e se c’è da mettere la gambina, mette anche la gambina. 7
Marco Buldrighini 11. Un colpo di testa e una carica al portiere, non ho altro sul taccuino oltre ad un’occasione tutto solo in nettissimo fuorigioco (va bene, difficile da concretizzare) che però spara sui tigli. Ora, io non sono uno da insufficienze, però ci dobbiamo intendere che la prestazione del mercoledì assomiglia a qualcosa di molto prossimo al Deketeleriano. Io credo negli stimoli, affinché possano servire a fare di meglio. “Se vedo n’altra prestazione così m’esce er sangue dal naso”. 5.5
Francesco Castagnoli 10. Più tonico di Barella, più pressante di Tonali. Più affamato di Pellegrini, più sguscevole di Spinazzola. Senza i fratelli Grossi deve prendersi le chiavi del centrocampo e lo fa con una qualità impressionante. Il Cerro ha trovato er pupone. 8,5
Alex Martini © 9. Il capitano prende una quantità di botte non classificabili nelle categorie WWE. Trova un gol di rara prepotenza calcistica, recupero, dribling, involata verso il portiere. L’airone di Albinea colpisce ancora. 7,5.
Andrea Martini 7. Non appare sulle cronache e i tabellini ma il “martini buono” (cit. Belli) è attore protagonista del centrocampo maravilla del Cerro. Il gol arriverà, questa la mia profezia. 6/7
Filippo Grossi 8. …scusa ma non potevi arriva prima? La giocata del 3-2 è sua, dribling secco e smarcatura. Prima altre giocate. Dopo altre giocate. Quando c’è cambia il vento. Ne vogliamo ancora. 7.5
Davide Zizzo 3. Mette il piede in campo e l’arbitro fischia la fine. Ma per me Giudice questo basta e avanza. Lo dice anche la Bibbia, nella parabola della paga agli operai della vigna del Cerro. Zizzo c’è. 7
Andrea Farinelli 45. Difensore clamoroso, non per la tecnica, non per la tattica…un meltinpot di tutto. Cazzimma e ispirazione, fascino e determinazione, costanza ed esperienza. C’è tutto. 7/8
Sebastiano Gozzi 6. Qualche occasione anche sprecata, ma il talento c’è, il fondo del parroquial va capito, col tempo. Mister soddisfatto, quando è in campo il cerro diventa sempre pericoloso. 6.5
Kristian Colato 77. Una presenza poderosa nel centrocampo, l’apporto di muscoli necessario a completare la cerchia del Cerro. Giocate efficace, poche palle perse e poi recuperi. Si incastra alla perfezione con il resto del reparto. 7+
Edoardo Fontanelli 4. Risponde presente quando chiamato in causa. Veloce e incisivo. Le partite iniziano un po’ a pesare, sente il peso della sfida, per avversari e pubblico, ma non sembra farsi intimorire. 6.5
Giovanni Fiori 2. Difensore laterale ordinato, patisce le scorribande di Torri Salsi e Benassi ma non demorde. La valutazione completa arriverà solo a ritorno effettuato. 6.5
Giovanni Attolini. Sembra sempre vacillare, poi con la classica palla-calze-gamba-caviglia se ne esce vittorioso da una quantità indefinita di contrasti. E dire che i suoi avversari di ruolo sono veramente temibili… Finalmente una prestazione degna di nota, dopo avergli per anni regalato sufficienze… ma solo per non demoralizzarlo. In missione per conto mio. 7.5

Piermattei: Un signore, dirige con grande precisione. Onesto, incorruttibile, atletico. Unico arbitro della storia che si avvale del drone come VAR per le situazioni dubbie. 7,5

Modolena 3 – 1 Orologia

Cronaca

MARCATORI: Ayadi (M) 10°, Albertini (O) 22°, M. Mroz (M) 33°, Cerelli (M) 46°

Seconda partita della serata giocata tra una squadra in cerca di rivalsa e l’altra in cerca di quel quid in più per ottenere i 3 punti sfuggiti nella gara precedente.
Ci sono tutti i presupposti per una sfida elettrizzante da seguire in apnea per 60 minuti, se non che 3 elementi attesi ormai da 2 anni oscurano il bel gioco proposto: il parrocchiale aperto al 100% al livello della Puskas Arena con il tutto esaurito che quando gioca il Modolena è una costante, il Briso e le sue citazioni alla Caressa e la fotografa richiesta già dalla partita di esordio ma assente per motivi scolastici.

“Briso dacci le quote” non poteva non essere questo il titolo stampato in prima pagina della Gazzetta.
21.30 tutto pronto si parte… ah no il direttore di gara deve finire la sigaretta, solo dopo qualche minuto scandalizzato dal borbottio dei calciatori si avvia da solo verso il centro del campo, chi ben comincia è a metà dell’opera giusto Martini?
Pronti via, il Briso pronostica la vittoria del Modolena senza neanche dare un’occhiata alla formazione avversaria, passano 9 minuti e commenta con un “il 5 è in forma oggi secondo me farà goal, SEGNATEVELO!!!” non passano 30 secondi e la predizione si avvera. Sami detto Simi infila il pallone in rete alla Pippo Inzaghi non si capisce bene con quale parte del corpo su un tiro/assist di Cerelli. Dopo di che passano 10 minuti senza impensierire i 2 portieri, fino a quando Hamilton con un cross al bacio non la scodella per Albertini che con una torsione scientificamente irrealistica scavalca di testa Olmi che sorpreso urla allo scandalo per l’assenza del fuorigioco.
Secondo tempo che vede la formazione di casa portarsi subito in vantaggio dopo un perfetto assist di nuovo di Cerelli per M. Mroz che da vero numero 9 alla prima occasione non sbaglia, dopo di che il Briso si rimette in azione prevedendo il secondo goal personale del bomber Sami al decimo della ripresa e allo scadere del decimo minuto il numero 5 del Modolena calcia fuori da pochi passi. Il futuro raggiante da veggente del Briso inizia a incrinarsi; sconsolato comincia a trovare scuse per questo ERRORE da matita rossa della punta.
In seguito la partita prende una brutta piega, da segnalare molti falli, alcuni gratuiti. Il pubblico alimenta lo scaldarsi degli animi in campo che culmina nel fallo da rigore a favore del Modolena di Torri su Crivaro che, a parere di molti, è perlomeno dubbio per non dire inesistente; al Clausura per adesso non siamo dotati di VAR e quindi il direttore di gara Martini può fare quello che vuole. Cerelli va sul dischetto e la mette a fil di palo: 3 a 1 e partita in ghiaccio con i vincitori in piena lotta per la finale e l’Orologia che a meno di miracoli sportivi saluta la sua speranza di alzare la coppa.

Pagelle: Modolena

Olmi: Non può nulla sul goal subito per il resto partita sufficiente, da segnalare lo sguardo perplesso dopo aver capito che non c’è il fuorigioco su azione in un torneo di questo calibro. RILEGGERE IL REGOLAMENTO 6
Crivaro Salvatore: Partita di sostanza per lui, quando è ora di andare a contrasto lui c’è e si fa sentire e se c’è qualcuno che può insegnare l’arte dello spazzare senza fronzoli quello è il numero 2 del Modolena. ROCCIA 6+
Cossentino: Stecca la partita forse perché si scorda che non si deve dare tutto nel prepartita, non riesce a uscire dall’ombra di quel goal segnato nel riscaldamento a togliere le ragnatele con annessi applausi dalla curva incredula che esistano ancora piedi raffinati al Parrocchiale. PUÒ FARE DI PIÙ 6-
Prandi: Uno degli ultimi della vecchia guardia con cui la valutazione parte sempre dal 6 senza discussioni, uomo spogliatoio che inizia la partita dicendo di partire in panchina per riposarsi, tanta tecnica e forza di volontà, anche se mal servito dai compagni fa due assist al bacio non sfruttati a causa di un’area deserta simile all’area Inglese in Croazia-Inghilterra. MODRIC 7
Ayadi: C’è poco da dire su questo ragazzo, entra spacca esce ciao. Partiamo dal commentare come il Briso tratta il numero 5 e direi che si nota più di qualche somiglianza con il legame che hanno Sir. Ferguson e Ronaldo, e arriviamo al dire che giocando questa partita a sprazzi Sami riesce comunque a fare goal e spende in una notte buia anche per colpa dell’illuminazione, Sir. Briso fa notare che Ronaldo alla Juventus non esce mai… SIMY 8.5
Crivaro Salvatore: La voglia di incidere sulla partita non manca ma la lucidità nell’ultimo passaggio è il tallone d’Achille del 6 del Modolena che crea e distrugge più del dovuto. POTEVA ANDARE PEGGIO 6+
Nocera: Buona partita condita da tanta corsa e sacrificio, peccato per il tiro al volo leggermente fuori sullo scadere del secondo tempo che poteva esaltare una prestazione più che sufficiente. PERSONALITÀ 6.5
Mroz A.: Si riconferma dopo la buona partita inaugurale, ostico ma corretto come di prassi per il suo stile di gioco peccato per le multe prese per eccesso di velocità per gli scatti sulla fascia. THEO HERNANDEZ 6/7
Mroz M.: Primo tempo in chiaro scuro ma nel secondo tempo entra un altro numero 9 prima il goal poi un tunnel a macca evento più unico che raro con un contorno di tanto bel calcio e strigliate a tutti coloro che si innamorano del pallone. NOVE ATIPICO 8+
Cerelli: Partita magistrale anche se per lui è ormai consuetudine sfornare ottime prestazioni, crea occasioni su occasioni e nel primo tempo riscalda il piede con l’assist e qualche tiro sotto tono, nel secondo tempo sforna il secondo assist personale ma non gli basta e chiude lui la partita con un rigore perfetto. TOP PLAYER 8/9
Crivaro Simone: Carico a molla, forse anche un po’ troppo, primo tempo così così che spinge il Briso a commentare “forse è meglio che torni a giocare a rugby”, prova in ogni modo a farsi notare ma da quel che si vede in campo dimentica a cosa serve il pulsante X a fifa. Merita però più che sufficiente per la mentalità da finale di coppa dei campioni e per il gesto tecnico nell’azione che porta al rigore/simulazione, a voi la scelta del vocabolo da utilizzare in questi casi, del 3 a 1 anche se dagli spalti hanno scelto cosa ricordare della sua prestazione… TANIA CAGNOTTO 6.5
Spitaleri: Dice di rivedersi in Dani Alves a fine carriera e per può bastare questa affermazione per decidere il voto. AUTOVALUTAZIONE 6+
Fontanelli: Buona prestazione per uno che può diventare perno della squadra per il prossimo decennio, al terzo tiro non vicinissimo allo specchio, il Briso osserva “bella l’idea ma la prossima volta lascia tirare qualcun altro”. CORAGGIO 6
Schillaci: Sempre un bel vedere in campo con dei cambi di gioco da insegnare alle scuole calcio, non ditegli che non si sentono 30 anni nel giocare a pallone. BEL GIUOCO 7

Pagelle: Orologia

Po: Da sottolineare le parate di piedi che tengono in partita Orologia per gran parte della gara, rischia molto sull’uscita con annesso dribbling ma merita solo applausi per il coraggio messo in quella giocata, peccato per i 3 goal che abbassano notevolmente il fantavoto. Evita il quarto goal con gli occhi laser intimando al pallone di non entrare nello specchio. HANDANOVIC 5.5
Salsi: Non una grande partita per il difensore dell’Orologia che in lascia il segno sulla partita complice anche la buona prestazione dell’attacco avversario. PECCATO 5.5
Torri: Nel complesso non malissimo prova a ricreare la situazione che ha portato al goal contro il Montelocco ma spara in curva, peccato che non ci sia ancora… C’è da evidenziare l’entrata su Simone Crivaro per il rigore che chiude la partita, semplicemente sul pallone quanto quella di Hummels su Mbappé di qualche giorno fa solo che noi il VAR non lo abbiamo. MARTINI COME MORENO 6.5
Macca: Debutto al Clausura per uno dei top player del torneo che non rende l’idea della reale qualità del giocatore, insieme a Tirelli tiene in piedi il centrocampo dei blancos ma quando si spinge nella trequarti avversaria non fa mai troppa paura agli avversari. NON BUONISSIMA LA PRIMA 6.5
Corradini: Con questo ragazzo c’è da fare un discorso in prospettiva perché in questo momento è ancora con la testa ai calcetti 20 vs 20 con i bimbi del campo estivo ma i piedi dicono che lo aspetta un futuro da protagonista se solo inizia a lottare su ogni pallone come fosse l’ultimo della sua carriera, l’importante è non fare la fine di Hachim Mastour. PROMESSA 6
Rozzi: A differenza di Corradini la mentalità è già da giocatore esperto, gli riescono quasi tutte le giocate si nota il tasso tecnico elevato nel trequartista, forse l’unica pecca della partita è che lui come altri di Orologia giocano troppo lontani dalla difesa e questo fa perdere pericolosità alla squadra. FODEN 7
Tirelli: Si presenta alla partita con la bora fatta 3 giorni prima come di prassi ma qualcosa non va quando si nota che sulla maglietta manca il solito numero 8 che lo contraddistingue da sempre… ha sbagliato la maglietta, questo fa perdere di credibilità non solo alla sua squadra ma all’intera organizzazione del torneo. MEGLIO CHE LA BORSA LA FACCIA LA MAMMA 6
Pili F.: Fa fatica a trovare la posizione in campo e oltre a qualche tiro dalla distanza prova a imbastire un primo pressing ma quasi sempre viene scavalcato. DISORIENTATO 5.5
Cattolico: Il numero 10 dell’Orologia delude, bisogna dire che le sue sgaloppate sulla fascia le ha fatte ma con l’andare del tempo perde di lucidità perciò i suoi cross e i suoi tiri non convincono il pagellatore a dargli la sufficienza. NON BASTA CORRERE PER LA SUFFICENZA 5.5
Pili N.: Si muove tanto la davanti ma tocca pochi palloni ed è molto spesso girato con le spalle alla porta, così non riesce a giocare al suo meglio anche se frammenti della sua qualità riusciamo ad apprezzarli comunque. KULUSEVSKI 6+
Lupo: Anche per lui partita sottotono con qualche momento di libertà quando si spinge nella metà campo avversaria ma nulla di più. COMPITINO 6
Albertini: Segna un goal in pallonetto con un colpo di testa ravvicinato e fa sperare in risultato positivo ma come Rozzi gioca troppo lontano dalla porta avversaria, non viene supportato adeguatamente e aspetta in vano la palla giusta da infilare dietro alle spalle del portiere, rischia la doppietta con un tiro da fuori area dopo un paio di palleggi manco fosse Maicon. SEMPRE IN GOAL 7.5
Strozzi: Giornata no per l’attaccante dei blancos che torna al suo vecchio ruolo di attaccante dopo la scorsa partita giocata in difesa ma fin da subito si nota che non riesce ad entrare nel vivo dell’azione o per errori dei compagni, soprattutto nei lanci lunghi o per suoi errori, noi diamo la colpa al manto erboso non proprio perfetto. SVEGLIARSI CON LA LUNA STORTA 5.5
Hamilton: Per più di metà della prima frazione di gioco corre molto ma sbaglia concettualmente le idee di gioco, poi tira fuori dal cilindro un assist che quelli del Modolena devono andarsi a vedere al replay per capirci. INSEGNACI COME SI FA 6/7

Edizione 2021

PREMESSA: Si farà la COPPA, ma non si chiamerà Coppa dei Cantoni. 🏆

Perché non sarà la Coppa dei Cantoni. 😯
Abbiamo deciso che ci sono ancora troppe incertezze, per mettere in piedi un torneo così impegnativo come la Coppa che tutti ricordiamo.
Però, vogliamo, ad ogni modo, dare l’opportunità di giocare un bel torneo di calcio. ⚽️
Alcune caratteristiche principali della coppa le terremo, altre varieranno.
Restate sintonizzati poiché giorno per giorno, vi andremo ad illustrare il torneo che verrà. 🔝
Ma la Coppa dei Cantoni finisce? 🤨
La nostra intenzione è quella di riproporla nel 2022.
Ci siamo fatti un nome e abbiamo una tradizione da rispettare, non finisce qua!

ISCRIZIONI: https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdtJNlpcCUoxbxw0-dkKzUvsqoQbqi5Lta7tna82N1MS0SBPA/viewform

FINALI 2019

Ci siamo.
Ecco il programma della serata finale:

Ore 20:15          Playout 2019: Scampate – Il Cerro

Ore 21:30          La XVII finale: Tripoli vs La Buca

a seguire festeggiamenti e Premiazioni.

Ci trisiamo ragazzi. Finale 2019.

di Federico Buffa

 

Maggio 2006. Per il calcio Italiano è un periodo nefasto. Calciopoli, sotto accusa finiscono dirigenti, arbitri, giocatori…società.
C’è nell’aria comunque l’euforia di un mondiale, che non ci vede favoriti, ma che ci vede presenti e vivi.
Le prime partite sono incoraggianti. Il calendario della Coppa si rivoluziona per permettere a tutti di assistere a queste partite.
Il proiettore posizionato sulla parete del circolo accompagna in un gran binomio le serate di coppa alle partite del mondiale.
E’ l’anno del Brasile, della Germania che quasi sicuramente in casa vincerà facile. Di una Francia da scommettere nelle prime 4.
E alla coppa…? Cantone la corrazzata da battere col dente avvelenato per la finale dall’anno precedente.
Scampate la solita roccaforte. Rodano fortissima… ma con la maledizione dei campioni in carica.
Tripoli Cerro e la Buca si possono giocare al limite il Vino. Non c’è altra soluzione.

Tripoli si presenta ai blocchi di partenza con un’incolmabile lacuna: non c’è un portiere di ruolo. Pino, Gibbo, Sezzi, Fattori e capitan Prandi sembrano quasi sprecati senza un portiere…
Ma non è la sola squadra. C’è anche un’altra formazione che si presenta con un rookie in porta. E’ la Buca. Quest’anno poi la sorte ha anche giocato a sfavore, e il Bombev ha deciso di premiarli con una maglia grigia.. abbinata a pantaloncini rossi. Perfino un daltonico li definirebbe “inguardabili”.
Il destino però si sa, premia gli audaci. Nelle file del tripoli c’è un ragazzino, tal Pasquale Castello. Non si sa bene cosa faccia, non si sa bene chi sia.. e se realmente abiti ai palazzoni. Si sa solamente che non ha paura di niente. E’ piccolo ma salta. “Vado io in porta”.
Sarà l’inizio di un cammino trionfale, che lo vedrà protagonista per due anni di seguito in porta in finale. Da protagonista.

A la Buca come dicevo ci sono solo speranze. Mai arrivati in finale nelle precedenti 4 edizioni. Costretti a fare a meno anche del trascinatore nonché leader carismatico Zick.
Boschini A. però ha un’intuizione: portarsi per la prima volta un fidato allenatore in panchina. Il ruolo cade proprio in Zick, tralaltro.
I due formeranno una coppia tattica irripetibile, Boschini coach in campo a dettare posizioni, Zick fuori a imporre schemi e cambi.
La cosa sembra funzionare. Nonostante le perplessità iniziali in porta si sistema Zecchetti. Mai giocato in porta, ma è da anni l’arma in più sotto i tabelloni della Virtus Montecavolo Basket. Basterà?
La buca demolisce scampate, Carletti, Croci, Morelli e soprattutto Moscatelli là davanti macinano gol e bel gioco.
Lo scontro diretto con tripoli finisce in parità.
Tanto basta per arrivare alle semifinali. La buca esegue la partita miracolo con Cantone, grandi favoriti, come l’Italia a Dortmund. Tripoli regola con un Pino superlativo un buon Cerro.
Finale inedita e inaspettata.
Moscatelli la sbatte, Pino realizza una doppietta, ma poi Morelli Alberto e ancora il Mosca colorano il cielo di…grigio.
Cioè… Arancione.
E tutti a Berlino adesso..

Ma siamo al 2010.
Avete presente la sofferenza della Juve che non vince la Champions da 23 anni?
Ecco.. moltiplicatela x 1000. Tripoli è l’unica squadra che in 7 anni non è riuscita a Montecavolo ad alzare la coppa. Come se non bastasse, 3 finali su 3 perse. La Buca vede Tripoli e ripensa proprio a quel 2006.
Oddio.. nel 2010 La Buca non ha lo stesso potenziale. Si classifica per le semifinali l’ultima giornata beffando Rodano, ma “niente di serio” come direbbe qualcuno.
Tripoli invece dimostra di essere una squadra solida e compatta. Trova finalmente un portiere grazie l’astro nascente Buldrighini Jr. anche se nei gironi è una delle squadre più perforate.
Il miracolo delle semifinali come sempre accade, ed ecco che la storia ci regala una delle semifinali più epiche della storia: Scampate 4 vinte su 4, in pratica pronta alla formalità.. si trova di fronte La Buca in modalità cenerentola. I 60 minuti finiscono 3 pari. Supplementari inutili. Si va ai rigori. Da qualche parte conserviamo ancora i video, ma abbiamo ancora negli occhi la sequenza. 18 rigori tirati per segnarne 7..pali, traverse, parate.. e quell’ultimo rigore fuori di Matisse…
Incredibile ma vero, in finale ci va La Buca.

Ma anche nell’altra semifinale non mancano le emozioni. Cerro vs Tripoli. Il cerro viene raggiunto per ben 3 volte, clamoroso però è il gol di Bortolazzi all’ultimo soffio di partita…a portare tutti ai supplementari. Ai supplementari accade il fattaccio, palla in area, deviazione sfortunata di Olivi e finisce con Tripoli in trionfo ma con l’incubo per una nuova finale.

Doveva essere Cerro Scampate ancora una volta, doveva appunto.
Finale inaspettata.
Clamorosa e determinante l’assenza per infortunio del portiere Carletti. In porta andrà suo figlio, non avrà colpe, ma non sarà la stessa cosa.
Per adempiere alla regola che la finale la decide chi non te l’aspetti, Pinto, dopo 10 minuti, come per scherzo la butta dentro alla Inzaghi.
Tutti tranquilli, “La partita sarà lunga ancora..” Invece no. Pinto Gol ancora raffigurato in un murales di via Manot, come il Pibe a Napoli.
Casini e Bortolazzi chiudono la difesa, Prandi in gestione, Billy 5 in pagella sul campo, ma 8 nel morale.
Non c’è spazio per Boschini Albertini e Sezzi.
Il cielo stavolta è di-Pinto di verde. (..scusate..)

2019. Quasi dieci anni dopo, ci presentiamo con queste premesse alla finale di stasera.
Io ve lo dico ragazzi. Con queste premesse, questa finale passerà alla storia.
Perché quando i nomi non sono quelli altisonanti… non puoi che aspettarti un’altra notte magica.
Pari nelle precedenti finali.
Pari nella partita del girone.
Il campo sarà già umido per le lacrime di chi avrà perso i playout.
Ma avremo una nuova squadra a raggiungere i tre tituli.
La Buca pragmatici. A Tripoli scaramantici.
La diciassettesima.. chi se la porterà a casa?

Buono Spettacolo a tutti.

 

IL COMMENTO Il Cerro-Tripoli 1-2

MARCATORI: 19’ pt. Fontanili (C); 4’ st. Cerelli (T); 29’ st. Crivaro (T).

COMMENTO: Sarò breve. Stasera giocano due squadre che non hanno ancora brillato quest’anno, come un Peter Pan che non ha ancora trovato la sua trovato la sua Trilli Campanellino. Per entrambe è la serata che può segnare il cambio di passo. E’ quello che crede Cerro quando al 19’ del primo tempo inforca una buona combinazione con il neo-acquisto Ferri e il biondino Fontanili, che porta al gol di testa di quest’ultimo. L’esultanza è confusa, con gioia mista ad incredulità, ma quel che conta è che Cerro è avanti. Finisce il primo tempo. Tutti a bersi un goccio e si ricomincia subito, o quasi subito (assisto ad un siparietto molto tenero in cui il Buldrigao viene richiamato a bordo campo dai suoi due marmocchietti che lo implorano di uscire). Torniamo a noi, anzi torniamo al Tripoli-Cerro, o per meglio dire solamente a Cerro, ma non il Cerro che pensate voi ma la Stella del Mare Nero Giusè Cerro Cerelli: al 4’ minuto della ripresa sgancia un siluro impossibile da 25 metri che si adagia come burro sul pane nell’angolino della rete di Cerro, cogliendo di sorpresa un comunque incolpevole Buldrighini. Con il pari la partita si fa nervosa ma le azioni importanti latitano come i peggiori criminali. Uno sfortunato Zurlini colpisce la traversa al 10’, forse a presagire il finale di una serata amara per Cerro. Dopo due miracoli della Buldriga su Conti e Ayadi, è proprio ad un minuto dalla fine il lesto Crivaro trova in mischia l’insperato 2-1, spedendo definitivamente Cerro a pascolare le capre con Heidi e Peter. Ps.: sì stasera ce l’ho con i Peter.

PAGELLE

CERRO

Buldrighini: Un fiore, un giovincello con due bambini che è più bambino di loro. Stasera è in forma e para quasi tutto. 7
Fontanili: Un buon giocatore, si fa trovare sulla linea di porta a prendersi la gloria come Thomasson con il buon Pippo in un Milan-Ajax di tanti anni fa (lacrima). 6,5
Alex Farinelli: Tutti me ne parlano bene, ma a me non ha ancora convinto. Mi sa di quella carina ma poi amici come prima. 5
Andrea Farinelli: Non è in forma come quando aveva la coda, ma rimane comunque affidabile. 6
D. Zurlini: Sì dai, mi piace anche se tecnicamente vorrei qualcosa di più.
S. Zurlini: Nervossissssssimo. Gioca con cuore, per carità. Piglia una traversa e tecnicamente sostiene Cerro come una mamma con un bimbo ma non è la sua serata. 6
De Stefano: Un cuore matto, matto da legare. Sangue e passione, ma stasera mmmmm. 6
Grossi: Ma chi quello là? È il figlio di Cannuccia. Aaaaaaaah ma è quello bravo di cui tutti parlano. E ci sarà un motivo. 6,5
Castagnoli: Come Grossi (ma figlio di Castagnoli). 6
Pili: Simpatico ragazzo che rincontro con piacere dopo 10 anni. In campo non me lo ricordo però è un bravo ragazzo. 6,5
Conti: Serata da dimenticare come il banchetto Gin-Tonic per il compleanno di Vecchi. Si incaponisce senza motivo e conclude poco. 5,5
Ferri: Con la maglia granata si esalta, è sempre stato così. Assist e tanto gioco, esce dal campo stremato come da un pomeriggio di shopping ai Petali. 6,5
Catellani: Uh forte sto qui, non lo conoscevo ma ho chiesto un paio di volte in panchina chi fosse quel 23. 6,5
Mensi: Ho visto giocare meglio anche alla Coppa dei Cantoni, non mi ha entusiasmato nonostante la grande grinta. 5,5

TRIPOLI

Forcillo: Niente da dire. Incolpevole sul gol, fa il suo. 6
Natoli: Come la gramigna nei terreni di Cerro, semina scompiglio e crea gioco. Lui c’è sempre. 6,5
Ayadi: Un gran colpo di testa neutralizzato al 5’ dalla fine. Sta crescendo questo ragazzo e ancora non sappiamo dove arriverà. 6
Andriano: Daaaaa male male stasera. Ho sempre avuto un occhio di riguardo per questo ragazzo ma stasera impallino senza pietà. 5
Crivaro Sim.: Il gol nel finale lo consacra nella storia della coppa come il miglior Tony Lanza. Una furia. 7

Crivaro Sal.: Bravo gestire gli attaccanti di Cerro come la Juve ad uscire dalla Champions. Una vera certezza. 6,5

Scarati: E’ molto gregario ed è stimatissimo dagli altri gregari. Aggrega i gregari. 6,5
Bonacini: Serata poco incisiva per il Lord Scozzese. Poco da dire. 5,5
Villa: Anche lui doveva essere forte, “il miglior 2002” dicevano. Sì, ma nì. 6
Prandi: Serate più felici per il sempreverde segugio. 5,5

Cerelli: spietato e trascinatore della sua squadra, pennella un gol superbo da 25 metri. Migliore in campo. 7,5
Mroz: Fa un casino incredibile in mezzo al campo e partecipa ad ogni azione. Purtroppo spesso è meno lucido di Tirelli al Rossano e perde l’attimo. 6
Cossentino: Dopo l’exploit dell’altra volta era difficile ripetersi. Non si ripete. 5,5