L’articolo di cui sotto, è tratto dal numero di Lergh ai Szoven di giugno 2020.

La Coppa del titolo è la Coppa dei Cantoni, ça va sans dire, che nel nostro piccolo mondo (Montecavolo e dintorni) rappresenta tanto, tantissimo… e allora davvero cosa ci resta? Un ritorno alla normalità che tale non è, probabilmente lo diventerà, almeno ad oggi pare che il trend contagi si stia arrestando o quasi.

(…)

Ma ora tornerei alla Coppa, sotto ho scritto un breve testo, che abbiamo già pubblicato sulla pagine Facebook della Coppa dei Cantoni, per far capire quanto ci mancherà, in questo caso purtroppo non c’erano proprio le condizioni legali per organizzarla, quindi non abbiamo rimpianti, ma solo una gran voglia di guardare al 2021 e realizzare una edizio-ne in grande stile. Poi se a ne giugno o a luglio qualcosarelativamente al distanziamento sociale (anche nello sport) dovesse cambiare… un piano B ce lo abbiamo.

Scorro la chat del gruppo Whatsapp denominata “Direttivo Coppa”, torno al primo marzo, qualcuno scrive “marzo, lo sentite il profumo di Coppa?”; risponde un altro “troviamoci”, “domenica 8 h 19 al circolo”, “ottimo ci sono, se l’azienda non mi manda in trasferta in Belgio” risponde Dodo; “allora stai sereno, perché qua non si muoverà più nessuno” ribatterà un profetico Cervi.

Dopo pochissimi giorni si fermerà l’Italia e a ruota il mondo. Ma si può fermare la Coppa dei Cantoni? Sarebbe stata la 18° edizione, invece tutto resta in sospeso. Meglio rifugiarsi nei ricordi o guardare avanti? E dove eravamo rimasti?

Sul sito della coppa si può ancora leggere la splendida cronaca, della finale 2019 Tripoli vs La Buca, che si apriva così:

“Foto ricordo col Sindaco Olmi, selfie con Salvini (Denis; il portiere, non Matteo il noto politico, ndR), fumogeni, Inno italiano, Dodo molesto al microfono, odore di salsiccia perenne in zona porta ovest, facciamo accomodare due del Cerro che ancora stanno cercando la palla e si comincia.”

e si concludeva così:

“Si spengono le luci sulla coppa 2019 (..per una volta non da sole…)
Da tanto tempo non avevamo un campo così verde per la finale…
E non è merito di Tommy e il suo staff. Dovevamo capirlo subito.. Verde speranza…. Verde Tripoli!”

In solo 8 righe era stato concentrato lo spirito della coppa, anzi l’essenza, e tutto questo ci manca già, si perché quando leggerete queste righe, la Coppa sarebbe già dovuta iniziare. Solo così ci sarebbero state tante cosa di cui parlare: Tripoli si sarebbe riconfermata? Squadra giovane ma con giocatori d’esperienza, ben equilibrata, sostenuta da un pubblico unico, l’unico capace di apparecchiare le tribune (cit.). La Buca ferita ma non abbattuta, in cerca di vendetta e a caccia del titolo. Il Cerro, dopo un biennio di sconfitte e umiliazioni, aveva messo in giro la voce che quest’anno avrebbe schierato Costa e Cannuccia sr. Cantone, può sempre vincere e ad ogni modo se vuoi vincere la devi battere. Rodano lo scorso hanno aveva dato segni di ripresa, sarebbe stato l’anno della conferma? Infine Scampate, Matteo Bertolini voleva girareun documentario durante la Coppa di quest’anno intitolato “Tha last dance”, l’avete già sentita questa?

Tutte supposizioni, sogni, illusioni che dobbiamo posticipare al prossimo anno, ma non tutto il male viene per nuocere, un anno senza, aiuterà a dare meno per scontato tante cose, tra cui anche il fatto che ci sia la Coppa. Un anno senza aiuterà anche ad aumentare la voglia di coppa il prossimo anno, anche perché l’estate a Montecavolo, iniziava proprio con tutto quello che circondava la Coppa.

Il movimento di ragazze e ragazzi che si creava tutt’intorno. La convivialità, lo stare insieme, del resto oggi cos’è che uni- sce una comunità? Cos’è che ti fa sentire parte di uno stesso luogo? Di certo non l’indirizzo stampato sulla carta d’identi- tà, piuttosto Sei di Montecavolo se… almeno una volta hai giocato o hai partecipato ad una serata della Coppa dei Cantoni.

Arrivederci al 2021 #lacoppamiglioredisempre
Lorenzo Braglia