MODOLENA – LA COSTA

725 GIORNI DOPO

Oppure 17.400 minuti se preferite.

Che poi, neanche vi ricordate l’ultima partita giocata della fu coppa cantoni…molto grave.

Era Tripoli – la buca, finale edizione 2019.

C’erano ancora Trump e Gilardino in attività.

725 GIORNI dopo il mondo è cambiato.

I volti noti non li trovi più.

Ti avvicini al campo e trovi dei giovani sbarbatelli classe 2000 usurati dal Topexan per i brufoli e la ghisa per i muscoli.

Sono i nuovi eroi di questo nuovo torneo che come sappiamo, è un altra cosa rispetto a since 2019.

Ha senso commentare cos’è oggi o è più importante ricordare cos’è stato?

A Tommy Vecchi la risposta finale.

Va bhe, passiamo alle cose formali.

Squadra LA COSTA

 

COMMENTO

Modolena 0 – La costa 5 (2 Martini, Prandi A, Gattamelati, Castellano)

Prima serata edizione 2021 il Clausura.

La Costa contro Modolena. Atmosfera da esordio di Rugani al Cagliari.

Alle 20:01 c’è gente, non troppa, ma tutti con la testa china sull’Iphone a controllare se l’amica ha messo la foto su Instagram di lei, il cane e il folletto.

Il calcio di inizio però è una liberazione. Si torna a giocare a calcio sul parroquial.

Chi sono le squadre?

La costa di rosso vestiti sembrano fighetti da Virgin e aperitivo in piazza fontanesi

Il Modolena di verde vestiti sembrano più operai da corsetta a Salvarano e pizza al trancio da mister pizza.

Sensazioni, ovviamente.

Coi piedi si dovrebbe fare calcio ma il calcio rinuncia a presentarsi.

Nello staff, di giallo vestiti, già si fanno previsioni, si etichettato giocatori, si stroncano carriere appena cominciate con la naturalezza con cui al Club Caressa sostiene che Lazzari è più forte di Robben.

La partita è un monologo rosso.

5 a 0.

Sculacciati e rispediti nel Modolena a raccogliere le nutrie.

Mattatore del match Alex Martini, 2 goal, un assit e una strizzata di occhio a una ragazza non bene identificata tra il pubblico.

Leone e Gualandri come li avevamo lasciati qualche anno fa. Sicuri. Carismatici. Maturi.

Per il Modolena resiste la vecchia guardia, Cerelli e Mroz.

I nuovi innesti un po’ cacio e un po’ pepe ma di giocatori poco.

Probabilmente il Paddle ha reso le nuove leve forti di manico ma lente di piede. Non so. Non è un tema che mi interessa quindi non approfondisco.

PAGELLE

LA COSTA

Gualandri 7: non fa parate degne di nota but non per colpa sua. Diciamo che l’attacco del Tripoli era efficace come Bernardeschi, mettiamola così.

Iattarelli 6.5: vecchia conoscenza del torneo, fa il suo quindi fa bene.

Alberoni 6: non ricordo cose fondamentali da scrivere che potrebbero rendere il mondo un posto migliore sulla sua prestazione in campo.

Benso T 6,5: Prince Valiant è coraggioso e si batte per sua Maestà

In gamba e generoso, agisce sempre con tanta umiltà

Condottiero valoroso, senza fronzoli e però

Nel suo cuore sa che esiste il regno di Camelot

Guarda avanti Prince Valiant

Nel tuo destino un regno c’è

Non fermarti Prince Valiant

Mago Merlino è lì con te

La tua forza indomita è profonda

Cavaliere della tavola rotonda

Corri, corri Prince Valiant

Lungo il cammino la tua strada sai qual è.

Benso M 6,5: prospetto del buon giocatore. Arcigno (che in una pagella ci sta sempre)

Catellani 7: si procura il rigore che trasforma con un tiro di una bruttezza commovente ma fa goal e chi fa goal ha sempre ragione come insegna Raspadori.

Ficarelli 6: riuscirà djokovic a superare il record di slam di Roger e Rafael?

Gattamelati 7: la butta dentro su assist di Martini regalandosi la notte più dolce della sua vita

Giorgini 6,5: acsesfà

Leone 8: esattamente uguale a come lo avevamo lasciati. Quando lo vedi, stai meglio.

Magrì 7: bella scoperta. Non conoscevamo le doti da calciatore. bravo

Martini 9: nella vita di ognuno c’è il magic moments. Il suo è arrivato stasera. Consiglio. Ritirati dal calcio, lascia un bel ricordo e compra un pezzo di terra a Prato di Correggio. Meglio su un campo da calcionon potrai fare.

Prandi A 7,5: fa goal. Educato. Porta pubblico.

Schieppati 7,5: tennista, motociclista, calciatore.. Oh ma lavora anche? Difensore alla vecchia maniera. Un po Chiellini o un Marusic con un tocco di Adani

Villa 7:

Occasionalmente fu anche autore[1], con 35 canzoni depositate a suo nome[2]. Nell’arco della sua carriera ha venduto 45 milioni di dischi in tutto il mondo.[3] Vanta assieme a Domenico Modugno il primato di vittorie (quattro) al Festival di Sanremo: nel 1955, con Buongiorno tristezza; nel 1957 con Corde della mia chitarra; nel 1962 con Addio… addio, proprio in coppia con Modugno, e nel 1967 con Non pensare a me. Vinse inoltre la serata degli autori indipendenti, istituita fuori concorso in occasione del Festival del 1957, con Ondamarina.

Per il temperamento fiero fu soprannominato il Reuccio durante una puntata dello spettacolo Rosso e nero, condotta da Corrado.[4]

Modolena

Modolena

Olmi 5: al fantacalcio sarebbe 0 ma se può consolare quest’anno ho perso una partita al Fanta perché avevo Sirigu in porta che ha preso meno 1,5 quindi per la proprietà transitiva sei meglio di Sirigu

Ayadi 6: impegnato nell impegnarsi per impegnare bene il suo tempo in campo

Cerelli 6: l’erede di Pino gioca 30 metri indietro rispetto al solito e non fa brutta figura il che non può impedire la manita

Cossentino 5: è l’essere umano che ha realizzato più goal nella storia del campo da calcetto parrocchiale. Sul calcio perde i superpoteri

Crivaro Simone 6,5: la garra uruguagia

Crivaro Salvatore 5,5: scavicchi ma non apra

Crivaro Salvatore 5,5: un po’ come Ramsey alla Juve

Fontanelli 5: da lui Coverciano si aspetta di più

Mroz A 7: il duello con Leone è avvincente. Ultimo ad arrendersi, così aggiungiamo anche il tocco da Romanzo alla serata

Mroz M 6: si sbatte ma si spettina troppo.

Nocera 6:

Nel calcio contemporaneo l’organizzazione di gioco e la sincronia tra i vari reparti (difesa, centrocampo e attacco) sono la base per il successo di qualsiasi compagine ad ogni livello. Come ho accennato in precedenza, però, la necessaria organizzazione ed il dovuto rigore tattico non devono imbrigliare la fantasia e l’inventiva degli elementi più capaci dal punto di vista tecnico.

Per quanto riguarda lo sfruttamento massimo del rendimento del ruolo di un esterno di centrocampo, ritengo quindi indispensabile inserirlo in un contesto tattico ben preciso, che non ne snaturi quelle caratteristiche “offensive” che ritengo fondamentali nell’interpretazione di questo ruolo.

A questo proposito penso che il sistema di gioco che esalti maggiormente le capacità di un’ala “vecchia maniera” sia il 4-4-2, perché consente al giocatore laterale di centrocampo di poter liberare la propria fantasia senza minimamente intaccare gli equilibri tattici di una squadra.

In un sistema di gioco che prevede l’utilizzo di soli tre difensori, infatti, le necessità di copertura e la maggiore “porzione” di campo di competenza, trasformano l’esterno di centrocampo in un giocatore maggiormente di “fatica”, prezioso per salvaguardare gli equilibri tattici della squadra, ma sicuramente meno lucido ed efficace nella fase offensiva.

Di contro, anche quei moduli che prevedono l’utilizzo di punte esterne, non esaltano secondo me le caratteristiche più pure del ruolo di ala.

In questi sistemi di gioco, infatti, l’ala diventa un attaccante vero e proprio ed i propri movimenti sono troppo connessi con lo sviluppo dell’azione e con le posizioni dei compagni di reparto per poter sfruttare a pieno le caratteristiche di corsa, tecnica, estro, che reputo imprescindibili, in chi gioca in questo ruolo.

Nella mia carriera ho avuto la fortuna di essere allenato da molti grandi allenatori, che mi hanno quasi sempre schierato sulla fascia destra, a prescindere dal sistema di gioco adottato dalla squadra.

Ho avuto modo di vedere, quindi, in che modo cambiava l’interpretazione del ruolo di ala in considerazione del modulo di gioco in cui mi trovavo a giocare.

Per questo motivo, ritengo che nel 4-4-2 il giocatore posto nel ruolo di laterale di centrocampo debba avere le seguenti caratteristiche:

capacità dal punto di vista della velocità e della rapidità: trovandosi spesso a ricevere il pallone sulla corsa, in veri e propri duelli con il difensore esterno avversario, l’esterno deve sicuramente sfruttare l’arma della velocità, per poter arrivare prima dell’avversario diretto sulla palla;

capacità di dribbling: spesso l’esterno, nel 4-4-2, può essere la chiave per scardinare le difese avversarie grazie alla sua abilità nello “scartare” il diretto avversario; una volta superato questo ostacolo infatti, si possono ottenere risultati molto interessanti che vanno dalla superiorità numerica in fase offensiva, al semplice “allargamento” della linea di difesa avversaria;

capacità tecniche: nel 4-4-2 uno dei compiti fondamentali delle ali è quello di proporre cross per i compagni che si trovano in area di rigore, appare quindi necessaria, per svolgere al meglio questo ruolo, una buona padronanza della palla, per poter effettuare cross e passaggi filtranti il più efficacie possibile;

capacità di lettura dell’azione offensiva: oltre alla velocità, questa caratteristica è fondamentale per poter agire al meglio in quelle situazioni in cui l’esterno di centrocampo detta il passaggio a suoi compagni di squadra inserendosi negli spazi liberi, per poter creare un’azione pericolosa. Spesso, infatti, grazie ai movimenti senza palla ed ai tagli effettuati nei momenti giusti le ali si possono liberare alle spalle dei difensori avversari per poter effettuare un cross o un tiro in maniera indisturbata.

Il compito primario dell’ allenatore sarà quello di individuare quali siano gli elementi più adatti, secondo le caratteristiche sopraelencate, a ricoprire il ruolo di esterno e poi, successivamente, dovrà proporre le esercitazioni e le situazioni adatte ad allenare queste capacità.

Alcune di queste situazioni di allenamento riguarderanno esercizi di tattica individuale, come ad esempio le esercitazioni riguardanti il dribbling, in cui l’allenatore dovrà far svolgere degli 1>1 sia per quanto riguarda la fase offensiva ma anche per quanto riguarda quella difensiva, visto che, durante la partita il giocatore esterno di centrocampo si troverà molto spesso di fronte al proprio omologo avversario.

Molto più articolati saranno invece gli esercizi di tattica collettiva che avranno la duplice funzione sia di allenare gli esterni nella capacità di lettura delle azioni, sia di abituare le ali stesse ai quei gesti tecnici (passaggi filtranti, cross) che saranno il loro “pane quotidiano” durante la gara.

Nel caso in cui si disponga di calciatori abili nel dribbling, sarà importante sfruttare schemi e azioni di gioco che tendano a creare situazioni di uno contro uno in grado di esaltare tali abilità. La capacità di una squadra di sfruttare le situazioni che si sviluppano sulle fasce è una qualità fondamentale ed un mezzo tattico efficiente specie contro difese avversarie che si dispongono a zona, o ben posizionate nella loro area. Pertanto, considerato che in linea di massima l’esterno alto (ala), una volta effettuato, o un dribbling o uno smarcamento con successo, molto probabilmente effettuerà un cross, mi sembra opportuno evidenziare le varie modalità di questo gesto tecnico, sempre tenendo nella massima considerazione le varie situazioni di gioco.

Cross dal fondo

Questo tipo di cross permette agli attaccanti di trovarsi in una situazione percettiva di vantaggio nei confronti dei difensori, perché hanno la possibilità di vedere perfettamente palla, avversario e porta, mentre i difensori, oltre ala difficoltà di dover controllare contemporaneamente attaccanti e palla, che provengono da direzioni diverse, hanno anche la difficoltà aggiuntiva della difesa della porta., collocata alle loro spalle. Una capacità che dovrà possedere l’ala è quella di saper leggere velocemente la situazione tattica provocata dal movimento degli attaccanti, per poter scegliere meglio dove indirizzare il cross. La direzione del cross (primo palo, secondo palo etc.), infatti, implicherà una scelta dal punto di vista tecnico, infatti l’esterno dovrà dosare al meglio il passaggio in modo tale da effettuare il cross come meglio desidera. Ancora una volta, quindi, ribadisco che chi gioca nel ruolo di esterno deve possedere anche ottime capacità tecniche di base.

Cross in corsa dalla linea di fondo

Personalmente considero questo tipo di soluzione molto redditizia; infatti quando l’esterno ha la possibilità di arrivare con la palla sulla linea di fondo, in prossimità della porta avversaria, oltre che alle classiche soluzioni che prevedono il cross sulle due punte, avrà anche l’opzione di rifinire rasoterra verso il centro dell’area di rigore, per servire magari un centrocampista in un inserimento offensivo o una punta su un movimento ottenuto fintando la profondità, creando ulteriori problemi ai difensori muovendo la palla in direzione opposta alla loro corsa.

Cross dalla ¾

Questo tipo di opzione va sfruttata specialmente contro difese disposte in linea, in quanto se l’esterno riesce ad effettuare un lancio alle spalle dei difensori schierati, gli attaccanti si troveranno in posizione di enorme vantaggio, perché in grado di colpire la palla correndo frontalmente e non muovendosi all’indietro come invece dovranno fare i difensori.

Prandi D 5: Bobo non la prende stasera. Si rifirà. È la storia che lo dice. E la storia non mente come vi diceva la prof alle superiori mentre voi dormivate.

Schillaci 5: a metà primo tempo afferma “vado che ho un altro torneo”. Non esistono altri tornei.

Spitaleri 5 o 10: sono stanco vado a letto. Scegliete voi.