Pagelle

LA FINALE del CLAUSURA

LA COSTA – MODOLENA 2-1 (dts)

Iattaerelli; Benso (LaC); Fontanelli (Mod)

Sono molti gli incipit che offre una partita del genere, animata da tensione, desiderio di rivalsa e gloria. Si potrebbe raccontare, per esempio, dell’inizio ritardato per ovviare alle mancanze nutrizionali dell’arbitro del match, Tirelli; oppure si potrebbe dire delle pillole scientifiche-culturali di Cervi circa la maestosa Luna estrapolate con ogni probabilità da Focus Junior; oppure, ancora, potremmo parlare quasi esclusivamente di Cossentino-Nureyev capace di deliziare le folle con danze e “veroniche” sul pallone degne del miglior Antonino Prandi. 

Si potrebbe dire di tutto questo e di tanto altro ancora, ma qui si vorrà avere il vizio, o meglio il gusto, di partire dalla fine, da quel gazebo niveo circondato dal buio della notte inoltrata ed ospitante più di quattro amici al bar. Lì, a quell’ora della notte, tra un paio di birre (per stare scarsi) e qualche altro alcolico (non so se si può dire) c’erano alcuni dei ragazzi dell’Organizasion che si concedevano sorridenti un brindisi, incantandosi già di fronte a qualche ricordo dell’edizione appena conclusa ed unica nel suo genere. Non erano soli, chiaramente ed inevitabilmente erano sorvegliati dal Minosse montecavolese, il Briso, che – come in ogni Coppa che si rispetti – è Santo Protettore del Team. Quella è l’immagine che più descrive quanto abbiamo vissuto e che, a costo di essere romantici alla stregua della Luna di fragola, più ci muove da anni nel realizzare serate di sport di cui abbiamo tutti un po’ bisogno, soprattutto ora. Già, perché “IL Clausura” è stato nei suoi modi un piccolo miracolo. In pochi all’inizio ci credevano e anche questi non sapevano dove e come si sarebbe arrivati. È quindi bello ritrovare “El Parroquial” gaudente, abitato e festoso così come tutti ce lo ricordavamo e così come tutti ce lo ricorderemo. Terminati i ringraziamenti, per nulla autoreferenziali, siamo pronti a cantare delle gesta e delle audaci imprese di Capitan Leone e Kompagni contro i saraceni invasori del ballerino Cossentino.

Breve riassunto efficace: una partita assopente come poche nel primo tempo. Praticamente non succede nulla, se non qualche sparuto tentativo del carrarmato marchiato dal numero 11, Simone Crivaro, che scorrazza su e giù per il campo manco fosse al primo giorno di libertà condizionata. All’intervallo è 0-0. Lo spettro dei supplementari si avvicina. Anche se l’ottanta per cento dei presenti in campo (e non solo) impara che esistono proprio in quell’istante. Ma questa, questa è un’altra storia. Tirelli fischia la ripresa e tutti riprendono a dormire, finché Tommy Vecchi entra in campo con una Moretti e lì il copione cambia ancora. D’altronde da Tommy Moretti a Nanni Moretti è un attimo: Iattarelli segna su un rocambolesco susseguirsi di cose in area e beffa Omi al 14’; poi fallo su Schillaci in area. Rigore. Fontanelli segna. Squillo di trombe. I supplementari sono realtà. Dieci minuti dalla gloria, altrimenti rigori. Ma dal nulla Teo Benso si ricorda di star giocando una partita di pallone e che a calcio vince chi gonfia la rete. “Semplice”, si dice. E continua: “dopo tutto perché non dovrei girarla di piattone in faccia ad Olmi per infrangere i sogni di mezzo Montecavolo che vorrebbe i rigori”. Ecco, detto fatto. La Costa vince, ma non domina; Modelona perde, ma non tracolla. Il cielo è rossiccio sopra El Parroquial, rossiccio come la Luna di fragola.

PAGELLE

La Costa

Gualandri: questo è un portiere. E all’occasione pure un tiratore scelto, non ancora assunto al rango di cecchino però. Fa comunque più di quello che dovrebbe fare. Rinvia così bene che mette in dubbio alcune leggi fisiche. 6.5 #TuNonPuoiPassare

Alberoni: si vede pochino i primi e pochi minuti nei quali gioca. Poi scende per un problemino fisico. Se è risalito, non ce ne siamo accorti. Comunque ha vinto il Trofeo 5 #desaparecidos

Benso T.: premessa: piuttosto che dare a Benso il titolo di migliore della squadra, speravo de mori’ prima. Nulla di che per tutti i tempi regolamentari. Poi il gol che regala a La Costa il titolo. Questo pesa alla fine. 7 #AvevoBensatoMale

Benso M.: bene ma non benissimo. Qualche chiusura interessante che fa ben promettere, ma ha ancora strada per raggiungere i livelli dei terzini del centro città. Fa il suo ma si ferma lì. Sufficienza risicata e di incoraggiamento 6 #ridateciMezzadri

Catellani: è colpa di Benso T. se non va a lui il titolo di migliore in campo per La Costa. Una rondine non fa primavera, ma la compostezza mista all’eleganza sinuosa con cui articola il gioco è tanta roba. 6/7 #GoldenBoy

Ficarelli: Ficarelli è Gattamelati, o Gattamelati è Ficarelli. Non so chi stia pagellando, comunque è uno dei due. L’anno prossimo, ragazzi, in due squadre diverse. Grazie. Per il resto una prestazione un po’ annebbiata. 5.5 #Gemellodelgoal

Gattamelati: vedi sopra; qui secondo me Gattacicova 5.5 #GattaMIlito

La Costa alza la coppa.

the OrganizasionInno prima della FinaleLeone: un fastidio fisico lo ferma in panchina; si mette la divisa si sa mai che si debba lottare come un leone; ma c’è pooco da dire. Peccato S.V. #sayonara

Magrì: qualche buona corsa la mostra. Qualche chiusura anche. Null’altro. Non abbastanza 5 #PrestazioneMagrìna

Martini: sincero: se il voto si calcolasse sulla simpatia e sull’insistenza nel condizionare il pagellatore, sarebbe un meritatissimo 4. Ma dato che due passaggi buoni li ha fatti e poiché è pure capocannoniere del torneo, arriveremo ad assegnargli un bel 5 #CheDuBali

Prandi: nike di quel modello non le vedevo da anni, per di più nuove di zecca. Tutto bellisssimo, questo, ci insegna il Briso, è uno che ci mette il cuore, ragazzi!. La qualità, invece, la lascia a casa. Ma va bene così 6 #AllaProssima

Schieppati: c’è poco da dire o da discutere: lì dietro è una certezza. Passa poco o nulla, persino la luce trova barriera. Forse qualche colpa sul rigore, ma alla fine è il male minore 6.5 #TheRock

Villa: Due/tre aperture di alto profilo. In mezzo al campo tiene bene la posizione ed imposta come Dio comanda. Non è però sempre lucido 6 #Impostore

Iattarelli: Non fa molto, ma fa gol. Questo basta 6.5 #ChiamatemiAll’Occorrenza

Modolena

Olmi: ogni palla toccata, fa toccare le pal… a tutti gli altri presenti, per chi può. Però alla fin fine sai che c’è: spirito di abnegazione verso il torneo unico, chiamato in extremis, risponde presente; ben fatto, ragazzo. Pochi rischi, incolpevole sul gol beffardo. Resta così, sempre! 6 #Sicurezza?

Ayadi: da lui ci si aspetta di più, diciamocelo. Ha fatto vedere di meglio. Il verbale non riporta gesti eclatanti, nemmeno una rissa. Peccato 5 #Uffa

Cerrelli: Anche per lui si potrebbe riproporre lo stesso discorso di Ayadi, ma tra un dribbling e un tiro dei suoi, qualcosa ci mostra. E il voto cresce 5.5 #OTirAGGGir

Cossentino: ok Signori, con buona pace di tutti i compagni, ma il titolo di migliore in campo per il Modolena va a questo scricciolo. Cioè, io è anni che provo su Fifa (nemmeno nella realtà) a fare una veronica ed egli la propone a pochi centimetri dalla riga del fallo laterale in faccia a tutta l’Organizasion, giustificando il tutto con una frase del tipo “C’ero e l’ho fatta”. Chapeau. 7.5 #Pinturicchio

Crivaro Simone: senza maglietta non vorresti trovartelo nemmeno dalla tua parte in una rissa, in campo con la maglietta ancora peggio: corre per dieci, non si risparmia. Uno di quelli che ci prova in tutti i modi. Mancava solo il gol 6.5 #Instancabile

Crivaro Salv. (n.2): la pagella potrebbe essere simile a quella di Ficarelli e Gattamelati, ma qui praticamente non vale nemmeno usare il codice fiscale come strumento identificativo rispetto al cugino. E non si può nemmeno chiedere per l’anno venturo di metterli in cantoni diversi… Per il resto, tante belle diagonali: dà solidità 6.5 #CiPiaci

Crivaro Salv. (n.6): non è al massimo, dice. E si vede, dico. Peccato perché sarei stato curioso di vedere la triarchia Crivaro al completo. Poi non combina granché 5 #IoCISperavo

Fontanelli: il grido è unanime, sia dal gruppo Organizasion sia dalla panchina: Fontanelli è uno che a calcio sa giocare. Imposta e smista palloni con ordine ed organizza i compagni. Peccato davvero per quello stop finale “ad inseguire” che forse avrebbe potuto cambiare le sorti del match. Peccato per uno dal piede delicato come lui. 6.5 #Metronomo

Mroz A.: dal capitano ci si aspetta sempre tanto. Il suo è un lavoro di sostanza e di ordine. Insieme a Fontanelli detta i ritmi della squadra. Cerro non è stata la sua migliore serata 6 #DajeCap

Mroz M.: grintoso come sempre, efficace meno del solito. Ha perso qualche colpo, e un po’ come tutto il Modolena era sotto tono. La partita non era facile visto come la Costa era ben organizzata dietro. Ma qualcosa si poteva fare, ed andava fatto. 5.5 #DrinDrinDrin

Nocera: si vede poco, e quando si vede non me lo ricordo. Non abbastanza per meritare la sufficienza 5 #Rimandato

Prandi: quando entra ci prova e non molla un centimetro, ma poi lascia spazio ai Cossentino ed ai Crivaro di turno. Comunque nell’animo tenace come pochi 5.5 #CheBelloVedertiAncoraQui

Schillaci: si procura il rigore della speranza per il Modolena. Dietro dà certezze, chiude bene ed imposta da laggiù. 6.5 #Eterno

Spitaleri: molto simpatico e di compagnia. Me la farei una vacanza con Spitaleri. Ma a fine partita non è sudato, fa compagnia, appunto. 5 #TuttiAMykonos

ARBITRO

Tirelli: non è la designazione preferita in casa Modolena vista i trascorsi, ma buon lavoro. La partita non era facile, addirittura ad un momento si è temuto per la sua incolumità tanto da ipotizzare un corridoio umanitario che lo conducesse a casa. Speriamo abbia digerito la cena di inizio partita 6.5 #Collina

La Costa – Orologia 3 – 1

Dopo intensi minuti di calcoli, letture del regolamento e congetture varie si scopre che Orologia deve vincere con 3 goal di scarto per accedere alla finale.

Nella confusione dei calcoli salta anche fuori una rarissima eventualità che prevederebbe la considerazione delle presenze nel caso si andasse a “soli” due goal di scarto…a Capitan Tirelli si chiude la vena e convoca d’urgenza Lupo non proprio in formissima per mettere la spunta nella casella di quelli che “io c’ero”.

Alla fine, si sa, sono i dettagli a fare la differenza…infatti ha vinto La Costa.

Poco prima del via, Macca prende sulle spalle la corazzata blanca e dopo un intenso discorso motivazionale si scende in campo; inizio molto agguerrito sbloccato proprio dallo stesso Macca con punizione a fil di palo (rincorsa alla CR7 da segnalare). Sembra l’inizio di una remuntada, una valangata di goal e invece Teo Benso smorza subito l’entusiasmo rimettendo tutto in parità.

Minuto 13: cala il buio totale! E non parliamo di brutto gioco, di azioni sterili o di comportamenti antisportivi ma semplicemente assenza di luce. Montecavolo è illuminato solo da una timida luna che non permette un gioco fluido come questo campo meriterebbe.

Parte la saga delle cit., ne lascio alcune alla cronaca (le più inflazionate):

  • 2 minuti e torna
  • O torna subito o torna tra un’ora
  • A Puianello manca l’acqua (va beh)
  • Provate a tirare su l’interruttore
  • Galliani ha staccato tutto come nel ‘91
  • Solo quando c’è buio apprezzi veramente la luce

Alla fine, dopo una quarantina di minuti di risate e disperazione, qualcuno inizia a dire ‘va beh io vado’… ed è proprio mentre i primi rinunciatari sono già seduti in macchina che tutto torna alla normalità accompagnato da un boato generale.

Tornando alla mera cronaca bisogna segnalare un altro goal di Teo Benso che anticipa la chiusura dei conti finale del buon Martini che zitto zitto punisce sempre.

Inutili le arrembate offensive di Orologia, troppo slegata e senza il bomber all-time Albertini fuori per infortunio.

Cala il sipario al Parroquial, La Costa è in finale.

 

PAGELLE

 

LA COSTA

Gualandri: deve ancora capire che le parate belle le deve fare nella porta vicino al pagellatore se vuole che vengano menzionate. C’è da dire che comunque da molta sicurezza al reparto e fa il suo lavoro degnamente. Però dosali un po’ quei rinvii che il campo finisce. 6.5

Teo Benso: certo che è sempre dura pagellare una doppietta dell’efficace Benso. Orologia lascia qualche varco in difesa e lui se ne approfitta bellamente. Non fa rimpiangere quel 10 sulla schiena un po’ azzardato. 7.5

Manuel Benso: terzino vecchia scuola sempre piazzato e che non supera mai la linea di centrocampo, il suo lo fa, poco da dire. A livello comportamentale però alla coppa ci vorrebbe un po’ più rigore…l’istigazione continua anche no! 5.5

Ficarelli: né scendere né salire, non sposta gli equilibri e porta a casa la pagnotta. Servono anche giocatori così. 6

Catellani: giocatore spumeggiante sull’esterno, tenta la giocata e spesso gli riesce anche. Da brio alla squadra e crea problemi alla difesa avversaria. Nota dolente i trucchetti per perdere tempo, tristezza anche qua. 7

Gattamelati: spessore in mezzo al campo, lega difesa e attacco…cosa non da tutti. 6.5

Giorgini: difensore vecchia scuola tutta sostanza e zero fronzoli, imparare. 6.5

Leone: infortunio nel riscaldamento, speriamo di vederlo per la finale. Sv

Magrì: oggi poco incisivo, traffica ma alla fine sugli scudi ci vanno Teo e Martini. Aspettando il guizzo 6

Martini: il nostro Peter Crouch non ha le sembianze del bomber incisivo ma lui non lo sa e quindi fa goal e assist lo stesso. 7

Prandi: quanto cuore mette in campo questo ragazzo, speriamo arrivi la gioia del goal anche per lui…la coppa alla lunga premia…6+

Schieppati: arriva con la stessa voglia che ha la mattina di alzarsi da letto per andare a lavoro. Ormai una certezza difensiva della coppa, oggi un part-time per lui grazie all’assenza di Albertini. Ordinaria amministrazione. 6.5

Villa: un po’ più arretrato nel campo rispetto al suo cugino lontano spagnolo che una decina di anni fa incantava mezza Europa. Presenza ingombrante nel centrocampo a fare da collegamento tra difesa e attacco gestendo bene molti palloni. 6.5

Iatta: tenta lo spunto, la giocata, il guizzo…niente non è serata. Esplosivo ma poco concludente. Niente 6.5 che poi in finale ci saresti arrivato scarico. 6

 

OROLOGIA

Po: un fiume in piena…nel senso che comunque un po’ di ansia te la fa venire. I goal sono più errori difensivi che suoi ma sono e rimangono sempre 3 goal, migliorabile sulle uscite alte. 5.5

Corradini: giovane promessa della coppa, ci vogliono ancora minuti per finire il rodaggio. L’anno prossimo sarai più splendente. 6-

Lupo: arrivato per aggiungere presenze in caso di arrivo in parità alla fine si concede qualche sgroppata sulla fascia. Niente di più e niente di meno 5.5

Macca: prova a trascinare la squadra all’impresa, dopo il goal in avvio sembrava tutto in discesa. Il calcio però non sempre premia il sacrificio e i km percorsi, oggi ha vinto la compattezza in ogni reparto degli avversari. Spiaze 6.5

Pili N. : non ricordiamo grandi cose di lui, ma si sa che chi gioca in fascia non va in prima pagina. A meno che tu non sia Hakimi, ma ieri ho visto più un Abate. 5.5

Pili F. : si sbatte e prova a cambiare le sorti della partita senza però arrivare al goal. Gestione e qualche tiro pericoloso ma per impensierire Gualandri ci vuole di più. 6

Rozzi: bene bene alla Stramaccioni qui eh, si conosceva il curriculum ma la coppa o ti esalta o ti affossa…aspettative mantenute. Peccato che non abbia inciso nel tabellino. Next time 6.5

Salsi: troppo ballerina la difesa di Orologia stasera, 3 goal subiti quando devi vincere non subendone…insomma da rivedere. 5.5

Strozzi: quest’anno difensore, l’anno prossimo probabilmente centrocampista per concludere la collezione di ruoli. Vecchia scuola: fa sentire il fisico e spazza a 50 metri. Oggi purtroppo non abbastanza per mantenere inviolata la porta. 5.5

Torri: si vede che sa stare su un campo da calcio, però la squadra è slegata e se sei centrocampista hai molte colpe. 5.5

Cattolico: il ritardo causa black out gli fa perdere un 18esimo a cui teneva molto. Si ricorda di lui la celebre frase ‘eh ma la coppa è la coppa’ in risposta a chi lo tentava con il compleanno. Attaccamento. 6.5

Hamilton: per 30 persone arrabbiate per i ritardi causa luce c’è lui che arriva in fretta e furia da lavoro col sorriso per giocarsi il secondo tempo. Brum brum 6

Albertini: grande assente di questa serata decisiva, infortunato nei primi minuti di gioco. Più paglie in panchina che minuti in campo. SV

Tirelli: completamente perso nel tunnel del tennis perde lo smalto dei tempi che furono sul rettangolo verde. Più OS meno clausura quest’anno per lui. Se il torneo si fosse chiamato clausurOS avrebbe preso almeno 6, ripeto ‘se’… 5.5

Modolena – Montelocco 3 – 2

Marcatori: 3’ Grossi M., 29’ Ayadi S., 35’ Montanari M., 42’ Ayadi S., 44’ Nocera C.

Tripoli non muore mai. Sì, avete letto bene. Si scrive Modolena, si legge Tripoli. Perché c’è Tripoli nelle spalle di Denis Prandi, che sputa, soffre e lotta su ogni centimetro. C’è Tripoli nella foga violenta di Simone Crivaro, che travolge gli esterni avversari dal primo minuto all’ultimo. C’è Tripoli nella spensieratezza di Sami Ayadi, che firma due volte, di punta e di fioretto. C’è Tripoli nelle sgroppate dei Mroz, nella gioventù di Cossentino e nell’incoscienza di Olmi. C’è Tripoli sugli spalti, c’è Tripoli in campo.

Non bastano al Montelocco le fiammate di Conti e Montanari, la freschezza dei Grossi: stasera c’era una squadra che doveva vincere. Lo dicevano le stelle ma anche quella razionalità che spesso il calcio sembra abbandonare e che poi, alla fine, salta fuori anche se uno non ci crede più. Finisce 3 a 2 in rimonta, non poteva essere altrimenti. Non si leggerebbe Tripoli, ca va sans dire.

 

PAGELLE

Modolena

Olmi 7 Non può nulla sul primo gol, il pallone è troppo angolato. Ottimo intervento su una minaccia di Montanari nel primo tempo, cerca di arringare la difesa nei momenti più bui. Nella ripresa si fa infilare dopo una ribattuta incerta, ma salva i suoi con un ottimo tempismo nell’assalto finale. Dida.

Schillaci 6,5 Tutti lo aspettano per iniziare, manco fosse il Totò di Notti Magiche o, con meno poesia, il decimo al calcetto del mercoledì sera. Pronti, via e battezza l’asilo con una delle sue celebri manovre ad impostare. Don’t try this at home. Carrozzieri.

Crivaro Sa. (#2) 7 Ancora prima di partire lancia una minaccia agli addetti stampa del Clausura per la carenza di 7 nelle sue pagelle. La minaccia fa il suo effetto e quindi ecco il 7. Scherzi a parte, arcigno in difesa e puntuale sui colpi di testa. Guida il reparto difensivo insieme a Schillaci e limita a dovere l’attacco avversario. Paletta.

Nocera 7,5 Never underestimate the heart of a champion. Parte in sordina, con qualche errore di troppo in costruzione. Ma poi tira fuori dal cilindro la punizione che vale la vittoria. Incrocio, braccia alzate e tutti a casa. Spinazzola.

Mroz A. 6,5 Zeman diceva che “non importa quanto corri, ma dove corri e perché corri”. Nel dubbio meglio non correre. Interpretando il rettangolo di gioco come il Subbuteo riesce a guidare i suoi senza uscire da quei dieci metri quadri di campo. Questa è leadership. Van Bommel.

Cerrelli 6 Che non sia serata si vede subito, aggancio banale (per lui, of course) che finisce mestamente in fallo laterale. Il 10 non c’è, o se c’è va a scatti. Fatica a trovare spazio ma tutto è bene quel che finisce bene. Shaqiri.

Cossentino 7 La curva neroverde stravede per questo gioiellino della cantera. E fa bene. Personalità che emerge col passare dei minuti e una traversa che trema ancora. Remember this name. Raspadori.

Spitaleri 6 Napoleone sceglieva i generali fortunati, non quelli bravi. Finché si vince, va tutto bene. Talismano. Radu.

Crivaro Sa. (#6) 6 Un po’ troppo leggero all’inizio, trova la sicurezza necessaria più avanti. E anche questa è fatta. De Sciglio.

Fontanelli 6 Assomiglia un po’ ai centrocampisti della Spagna; tocca diecimila palloni ma non avanza di mezzo metro. Eppure, eppure è lì che lotta con alterne fortune. Rivedibile ma si salva. Pedri.

Mroz M. 6 L’unica giustificazione possibile per la prestazione è una dose di Jhonson & Jhonson fatta a Felina tre ore prima. Covid free ma anche Mroz free. Il pubblico si aspetta ben altro su quella fascia. Castillejo.

Crivaro Si. 6,5 Due i dubbi dopo questa partita. Il primo è come sia possibile che non sia ancora in nazionale di rugby, viste le legnate che l’Italia prende ogni anno. Il secondo è se qualcuno gli abbia spiegato o meno le regole del giuoco del calcio. Versione New Holland in grande spolvero ara la fascia e gli avversari per un’ora abbondante. Sì, ma statt’ buon. Bale.

Ayadi 8 Ci fosse Boskov a bordo campo, si farebbe scappare un “è come cervo che esce di foresta”. Entra e spacca il match, prima con un gol di rapina su assist fortuito di Cossentino e poi con una sassata di controbalzo da venti metri nell’angolino. “Ho mirato” cit. Se mio nonno avesse avuto tre palle sarebbe stato un flipper. Gullit perché Simy era troppo scontato.

Prandi 6,5 Il vecchio leone ruggisce ancora, in campo e in panchina. Trascinatore della brigata, fa a sportellate e guadagna minuti preziosi. Se l’esperienza ha un nome, è il suo. Hubner.

 

Montelocco

Buldrighini J. 6 Incerto sul primo gol dove non azzecca i tempi dell’uscita, non può nulla sugli altri due. Era tornato tra gli applausi, esce dalla porta dell’asilo. Buffon.

Boschini G. 7,5 Il migliore dei suoi. Ingaggia una serie di corpo a corpo dove quasi sempre ha la meglio. Bravo a tenere la calma quando viene provocato, il presente e il futuro di questa squadra. Ruben Dias.

Caselli 6 Ruvido come da tradizione, parte bene ma va presto in affanno appena sale il ritmo degli attaccanti del Modolena. Palomino.

Cattini 6 Direttamente da un aperitivo al Palapa, forse ha esagerato con gli Hugo. L’inizio non è neanche male, ma il secondo tempo è tracollo. Sule.

Boschini D. 5,5 Il matrimonio o il lockdown, scegliete voi, hanno lasciato i postumi. Lontano dalla forma migliore prova ad arretrare la sua posizione in campo. Senza successo. Khedira.

Castagnoli 6,5 Ottimi spunti sulla fascia, alterna cavalcate inarrestabili a errori grossolani. Serve più garra ma il ragazzo cresce bene. Chiesa.

Conti 6,5 Parte un po’ più indietro nel solito a centrocampo, e quando avanza è una scheggia impazzita tra le linee avversarie. Ci prova su punizione, con il tiro da fuori area e gli assist per le punte. È ispirato ma manca la fortuna. Brahim Diaz.

Golinelli 6,5 Tanto cuore, tanta voglia ma la forma non è più quella di un tempo. Però fa il suo, smista diversi palloni e abbozza anche qualche giocata. Better than nothing. Kovacic.

Grossi F. 7 Intelligente nei movimenti e nel posizionamento, elegante nel controllo palla. Piacevole scoperta di questa edizione dove si riconferma uno dei prospetti più interessanti. Uno dei migliori. Barella.

Grossi M. 7 Anche per lui tante giocate degne di nota, e con un bel tiro da fuori timbra il vantaggio. La classe c’è, la voglia pure, mancano i compagni a supporto. Il ragazzo vincerà, of course. Pogba.

Montanari 7 Tirato a lucido per l’occasione, si muove in lungo e in largo per il campo chiamando le giocate dei compagni. Si accende più volter fino a trovare il gol. Havertz.

Zizzo 6 Il movimento da attaccante c’è ancora, il fisico pure. Un po’ arrugginito ma lo aspettiamo come una volta. Giroud.

Buldrighini M. 6 Come il compagno di reparto tanto impegno ma senza esiti. Si sbatte con torri e sponde, ma intorno a lui c’è il deserto. Crouch.

Modolena 3 – 1 Orologia

Cronaca

MARCATORI: Ayadi (M) 10°, Albertini (O) 22°, M. Mroz (M) 33°, Cerelli (M) 46°

Seconda partita della serata giocata tra una squadra in cerca di rivalsa e l’altra in cerca di quel quid in più per ottenere i 3 punti sfuggiti nella gara precedente.
Ci sono tutti i presupposti per una sfida elettrizzante da seguire in apnea per 60 minuti, se non che 3 elementi attesi ormai da 2 anni oscurano il bel gioco proposto: il parrocchiale aperto al 100% al livello della Puskas Arena con il tutto esaurito che quando gioca il Modolena è una costante, il Briso e le sue citazioni alla Caressa e la fotografa richiesta già dalla partita di esordio ma assente per motivi scolastici.

“Briso dacci le quote” non poteva non essere questo il titolo stampato in prima pagina della Gazzetta.
21.30 tutto pronto si parte… ah no il direttore di gara deve finire la sigaretta, solo dopo qualche minuto scandalizzato dal borbottio dei calciatori si avvia da solo verso il centro del campo, chi ben comincia è a metà dell’opera giusto Martini?
Pronti via, il Briso pronostica la vittoria del Modolena senza neanche dare un’occhiata alla formazione avversaria, passano 9 minuti e commenta con un “il 5 è in forma oggi secondo me farà goal, SEGNATEVELO!!!” non passano 30 secondi e la predizione si avvera. Sami detto Simi infila il pallone in rete alla Pippo Inzaghi non si capisce bene con quale parte del corpo su un tiro/assist di Cerelli. Dopo di che passano 10 minuti senza impensierire i 2 portieri, fino a quando Hamilton con un cross al bacio non la scodella per Albertini che con una torsione scientificamente irrealistica scavalca di testa Olmi che sorpreso urla allo scandalo per l’assenza del fuorigioco.
Secondo tempo che vede la formazione di casa portarsi subito in vantaggio dopo un perfetto assist di nuovo di Cerelli per M. Mroz che da vero numero 9 alla prima occasione non sbaglia, dopo di che il Briso si rimette in azione prevedendo il secondo goal personale del bomber Sami al decimo della ripresa e allo scadere del decimo minuto il numero 5 del Modolena calcia fuori da pochi passi. Il futuro raggiante da veggente del Briso inizia a incrinarsi; sconsolato comincia a trovare scuse per questo ERRORE da matita rossa della punta.
In seguito la partita prende una brutta piega, da segnalare molti falli, alcuni gratuiti. Il pubblico alimenta lo scaldarsi degli animi in campo che culmina nel fallo da rigore a favore del Modolena di Torri su Crivaro che, a parere di molti, è perlomeno dubbio per non dire inesistente; al Clausura per adesso non siamo dotati di VAR e quindi il direttore di gara Martini può fare quello che vuole. Cerelli va sul dischetto e la mette a fil di palo: 3 a 1 e partita in ghiaccio con i vincitori in piena lotta per la finale e l’Orologia che a meno di miracoli sportivi saluta la sua speranza di alzare la coppa.

Pagelle: Modolena

Olmi: Non può nulla sul goal subito per il resto partita sufficiente, da segnalare lo sguardo perplesso dopo aver capito che non c’è il fuorigioco su azione in un torneo di questo calibro. RILEGGERE IL REGOLAMENTO 6
Crivaro Salvatore: Partita di sostanza per lui, quando è ora di andare a contrasto lui c’è e si fa sentire e se c’è qualcuno che può insegnare l’arte dello spazzare senza fronzoli quello è il numero 2 del Modolena. ROCCIA 6+
Cossentino: Stecca la partita forse perché si scorda che non si deve dare tutto nel prepartita, non riesce a uscire dall’ombra di quel goal segnato nel riscaldamento a togliere le ragnatele con annessi applausi dalla curva incredula che esistano ancora piedi raffinati al Parrocchiale. PUÒ FARE DI PIÙ 6-
Prandi: Uno degli ultimi della vecchia guardia con cui la valutazione parte sempre dal 6 senza discussioni, uomo spogliatoio che inizia la partita dicendo di partire in panchina per riposarsi, tanta tecnica e forza di volontà, anche se mal servito dai compagni fa due assist al bacio non sfruttati a causa di un’area deserta simile all’area Inglese in Croazia-Inghilterra. MODRIC 7
Ayadi: C’è poco da dire su questo ragazzo, entra spacca esce ciao. Partiamo dal commentare come il Briso tratta il numero 5 e direi che si nota più di qualche somiglianza con il legame che hanno Sir. Ferguson e Ronaldo, e arriviamo al dire che giocando questa partita a sprazzi Sami riesce comunque a fare goal e spende in una notte buia anche per colpa dell’illuminazione, Sir. Briso fa notare che Ronaldo alla Juventus non esce mai… SIMY 8.5
Crivaro Salvatore: La voglia di incidere sulla partita non manca ma la lucidità nell’ultimo passaggio è il tallone d’Achille del 6 del Modolena che crea e distrugge più del dovuto. POTEVA ANDARE PEGGIO 6+
Nocera: Buona partita condita da tanta corsa e sacrificio, peccato per il tiro al volo leggermente fuori sullo scadere del secondo tempo che poteva esaltare una prestazione più che sufficiente. PERSONALITÀ 6.5
Mroz A.: Si riconferma dopo la buona partita inaugurale, ostico ma corretto come di prassi per il suo stile di gioco peccato per le multe prese per eccesso di velocità per gli scatti sulla fascia. THEO HERNANDEZ 6/7
Mroz M.: Primo tempo in chiaro scuro ma nel secondo tempo entra un altro numero 9 prima il goal poi un tunnel a macca evento più unico che raro con un contorno di tanto bel calcio e strigliate a tutti coloro che si innamorano del pallone. NOVE ATIPICO 8+
Cerelli: Partita magistrale anche se per lui è ormai consuetudine sfornare ottime prestazioni, crea occasioni su occasioni e nel primo tempo riscalda il piede con l’assist e qualche tiro sotto tono, nel secondo tempo sforna il secondo assist personale ma non gli basta e chiude lui la partita con un rigore perfetto. TOP PLAYER 8/9
Crivaro Simone: Carico a molla, forse anche un po’ troppo, primo tempo così così che spinge il Briso a commentare “forse è meglio che torni a giocare a rugby”, prova in ogni modo a farsi notare ma da quel che si vede in campo dimentica a cosa serve il pulsante X a fifa. Merita però più che sufficiente per la mentalità da finale di coppa dei campioni e per il gesto tecnico nell’azione che porta al rigore/simulazione, a voi la scelta del vocabolo da utilizzare in questi casi, del 3 a 1 anche se dagli spalti hanno scelto cosa ricordare della sua prestazione… TANIA CAGNOTTO 6.5
Spitaleri: Dice di rivedersi in Dani Alves a fine carriera e per può bastare questa affermazione per decidere il voto. AUTOVALUTAZIONE 6+
Fontanelli: Buona prestazione per uno che può diventare perno della squadra per il prossimo decennio, al terzo tiro non vicinissimo allo specchio, il Briso osserva “bella l’idea ma la prossima volta lascia tirare qualcun altro”. CORAGGIO 6
Schillaci: Sempre un bel vedere in campo con dei cambi di gioco da insegnare alle scuole calcio, non ditegli che non si sentono 30 anni nel giocare a pallone. BEL GIUOCO 7

Pagelle: Orologia

Po: Da sottolineare le parate di piedi che tengono in partita Orologia per gran parte della gara, rischia molto sull’uscita con annesso dribbling ma merita solo applausi per il coraggio messo in quella giocata, peccato per i 3 goal che abbassano notevolmente il fantavoto. Evita il quarto goal con gli occhi laser intimando al pallone di non entrare nello specchio. HANDANOVIC 5.5
Salsi: Non una grande partita per il difensore dell’Orologia che in lascia il segno sulla partita complice anche la buona prestazione dell’attacco avversario. PECCATO 5.5
Torri: Nel complesso non malissimo prova a ricreare la situazione che ha portato al goal contro il Montelocco ma spara in curva, peccato che non ci sia ancora… C’è da evidenziare l’entrata su Simone Crivaro per il rigore che chiude la partita, semplicemente sul pallone quanto quella di Hummels su Mbappé di qualche giorno fa solo che noi il VAR non lo abbiamo. MARTINI COME MORENO 6.5
Macca: Debutto al Clausura per uno dei top player del torneo che non rende l’idea della reale qualità del giocatore, insieme a Tirelli tiene in piedi il centrocampo dei blancos ma quando si spinge nella trequarti avversaria non fa mai troppa paura agli avversari. NON BUONISSIMA LA PRIMA 6.5
Corradini: Con questo ragazzo c’è da fare un discorso in prospettiva perché in questo momento è ancora con la testa ai calcetti 20 vs 20 con i bimbi del campo estivo ma i piedi dicono che lo aspetta un futuro da protagonista se solo inizia a lottare su ogni pallone come fosse l’ultimo della sua carriera, l’importante è non fare la fine di Hachim Mastour. PROMESSA 6
Rozzi: A differenza di Corradini la mentalità è già da giocatore esperto, gli riescono quasi tutte le giocate si nota il tasso tecnico elevato nel trequartista, forse l’unica pecca della partita è che lui come altri di Orologia giocano troppo lontani dalla difesa e questo fa perdere pericolosità alla squadra. FODEN 7
Tirelli: Si presenta alla partita con la bora fatta 3 giorni prima come di prassi ma qualcosa non va quando si nota che sulla maglietta manca il solito numero 8 che lo contraddistingue da sempre… ha sbagliato la maglietta, questo fa perdere di credibilità non solo alla sua squadra ma all’intera organizzazione del torneo. MEGLIO CHE LA BORSA LA FACCIA LA MAMMA 6
Pili F.: Fa fatica a trovare la posizione in campo e oltre a qualche tiro dalla distanza prova a imbastire un primo pressing ma quasi sempre viene scavalcato. DISORIENTATO 5.5
Cattolico: Il numero 10 dell’Orologia delude, bisogna dire che le sue sgaloppate sulla fascia le ha fatte ma con l’andare del tempo perde di lucidità perciò i suoi cross e i suoi tiri non convincono il pagellatore a dargli la sufficienza. NON BASTA CORRERE PER LA SUFFICENZA 5.5
Pili N.: Si muove tanto la davanti ma tocca pochi palloni ed è molto spesso girato con le spalle alla porta, così non riesce a giocare al suo meglio anche se frammenti della sua qualità riusciamo ad apprezzarli comunque. KULUSEVSKI 6+
Lupo: Anche per lui partita sottotono con qualche momento di libertà quando si spinge nella metà campo avversaria ma nulla di più. COMPITINO 6
Albertini: Segna un goal in pallonetto con un colpo di testa ravvicinato e fa sperare in risultato positivo ma come Rozzi gioca troppo lontano dalla porta avversaria, non viene supportato adeguatamente e aspetta in vano la palla giusta da infilare dietro alle spalle del portiere, rischia la doppietta con un tiro da fuori area dopo un paio di palleggi manco fosse Maicon. SEMPRE IN GOAL 7.5
Strozzi: Giornata no per l’attaccante dei blancos che torna al suo vecchio ruolo di attaccante dopo la scorsa partita giocata in difesa ma fin da subito si nota che non riesce ad entrare nel vivo dell’azione o per errori dei compagni, soprattutto nei lanci lunghi o per suoi errori, noi diamo la colpa al manto erboso non proprio perfetto. SVEGLIARSI CON LA LUNA STORTA 5.5
Hamilton: Per più di metà della prima frazione di gioco corre molto ma sbaglia concettualmente le idee di gioco, poi tira fuori dal cilindro un assist che quelli del Modolena devono andarsi a vedere al replay per capirci. INSEGNACI COME SI FA 6/7

Montelocco 2 – 1 La Costa

Cronaca

Serata frescolina (era da un po’ che non usavo questo termine, grazie Billy) al Parroquial, gente che arriva diretta da lavoro con il pranzo al sacco, chi per ordinare la pizza al circolo e chi per giocare.

Mi giro verso il campo, mi leggo il foglio dei nomi, poi riguardo il campo… E niente conosco forse 1/3 dei 30 giocatori in campo. Mi piace, c’è aria di nuovo, di giovane e di testosterone.

Veniamo al match: si è deciso tutto a centrocampo, e l’hanno decisa due persone: Conti e Golinelli (Montelocco). Non ricordo, purtroppo, azioni degne di nota provenienti dal centrocampo rosso, anche il goal stesso (tiro di Martini ed Autogoal di Salvini) è nato non su azione costruita dal basso.

La partita in se non è male. Montelocco molto cattivo sin dall’inizio, con qualche sprazzo di orgoglio da parte de La Costa, ma l’animo in campo è diverso: il Montelocco è Squadra, La Costa fa fatica ad essere squadra (trova le differenze).

Il goal che non ti aspetti in realtà è di Buldrighini, gli capita la palla spalle alla porta e non si sa come l’abbiamo rivista alle spalle di Gualandri. Gran edizione per lui finora.

Da segnalare un rigore non irresistibile di Grossi M. parato bene da Gualandri.

Arbitra Bimbi, che non capisco perché non ne arbitri di più. Ha fatto bene. 7.5 per lui

Pagelle: La Costa

Gualandri: Bene sul rigore, impotente sui goal presi. Nessun rimpianto per stasera. La capigliatura non si può guardare. SUPERTELE 6.5

Alberoni: Difesa molto sotto stress stasera, lui regge abbastanza bene, anche se non sufficientemente. SPOMPO 5.5

Benso T.: Prova a scancherare in attacco. La 10 rossa non è leggera da portare, ma ci prova, anche se con scarsi risultati. SIGNORAAAA I LIMONIIIII 5.5

Benso M.: Il comodino de La Costa è fastidioso, soprattutto quando ci si sbatte contro. SOLDATINO 6

Catellani: poca visibilità e tanta corsa, sicuramente il tempo dirà la sua. PENDOLO 6

Ficarelli: Il centrocampo stasera ha fatto molta fatica e lui, come gli altri, è stato eclissato dal Montelocco. GRIGIO 5.5

Gattamelati: Come Ficarelli, potremmo fare CTRL-C + CTRL-V, ma sono un signore e non lo faccio. GRIGIO 5.5

Giorgini: Sempre bello vedere degli adulti in mezzo ai regazzini, soprattutto con la sua voglia di giocare e divertirsi. BRAVO 6

Leone: Esistono pochi dogmi per un pagellista, uno di questi è che Leone non può prendere sotto al 6. Fuori ruolo, stasera non è riuscito a contenere il centrocampo blu. DESAPARECIDO 6

Magrì: Personalità non il suo forte, ma sicuramente simpatico. MACHI’? 5.5

Martini: Oh non la dovevi giocare sta partita, la scorsa sarebbe dovuta essere l’ultima, no? E allora cosa fai qui? CE PROVO 6.5

Prandi: Date un premio a quest’uomo perchè ho voglia di niente… Voleva 8.5 in pagella. Facciamo 6. TVB

Schieppati: L’unico pilastro difensivo vecchio stile: palla o gamba. Gli piace fare sentire la sua presenza agli attaccanti. Diranno di lui: a passarci vicino ci si fa male. SPIGOLOSO 6.5

Villa: Prova una punimma di potegiro che non si è capito bene bene, poi boh. Sparisce un po’ come l’acqua nel Sahara. LO VOGLIO RIVEDERE 5.5

Iattarelli: Si iscrive in ritardo, non gliene frega nulla di dove va a finire, ma dategli un pallone nei piedi e lo farete contento, sempre col sorriso e con impegno. Bravo. IATTA 6

Pagelle: Montelocco

Salvini: “Devo parare? OK, paro”. Ehm… OPS 5.5

Boschini D.: Capitano spronatore e segnatore, chevvolete di più? HOT 7

Boschini G.: Corre tanto, ogni tanto male, ma tanto. CORRO 6.5

Buldrighini: è un oggetto galleggiante, di solito ancorato in un determinato punto per evitare la deriva da moto ondoso, che viene utilizzato tipicamente allo scopo di segnalazione o ormeggio. ON FIRE 7.5

Caselli: Stoico difensore vecchio stile, ma che con il vecchio non ha niente a che fare. SPAZZINO 6

Castagnoli: Belle azioni sulla fascia per lui. Forse abbiamo trovato il Castagnoli giusto? QUARTINO 6.5

Cattini: Colui Che fruisce di una posizione o di una condizione di riposo distensivo, di rilassamento fisico o psichico. RELAX 6

Conti: Regista, incontrista, trequartista e seminatore d’erba. Se stasera Montelocco gira, è perché gira lui. Gli manca solo il sex appeal. SEXY 7.5

Golinelli: Che bello stasera, mancava solo il goal, proprio solo quello a coronamento… o a coronapiede. GGWP 7

Grossi F.: Gioca con la spensieratezza di chi non ha nulla da perdere, e alla fine non sfigura, buon match per lui. MAGGIORE 6.5

Grossi M.: Purtroppo c’è il neo del rigore sbagliato, un vero peccato, soprattutto per me che avrei potuto copiare la pagella del fratello. Molto simili come atteggiamento e capacità. MINORE 6-

Montanari: Si comporta bene in campo. Lui sa stare. Diciamo che Buldrighini da solo non farebbe reparto, senza dei gregari che gli girano attorno. Lui è uno di questi. A me piace. COMPOSTO 6.5

Zizzo: Buona prova la sua, in area non si trova male, manca solo il goal. DAJE 6

MONTELOCCO – OROLOGIA 5 – 5

L’abbiamo chiamato “Il clausura” e ripensandoci è una scelta quasi geniale.. infatti dico quasi, ma la simbologia è importante anche per chi di solito usa i piedi. Arrivare al campo sciabattando, vedere decine di ragazzini che già scalpitavano contro un Tommy impotente davanti a cancello per poter entrare… Quel profumo d’erba nell’aria (intendiamo quella del campo tagliata..) e quella tensione negli occhi dei più giovani, magari alla prima edizione… Beh allora, non so se sappiamo da dove veniamo, ma sicuramente poter riassaporare la sensazione di correre ignorantemente dietro un pallone, sa di LIBERTA’ vera.

Anche leggere in anticipo le pagelle di Billy… capisci che c’era voglia perfino di commentarle, di ri-viverle, queste partite. Leggetele.

Ritrovare la serenità che contraddistingue la coppa, pardon il clausura, è forse una delle cose più belle che ci riserverà questo Giugno 2021.

E allora…. perché non ripartire DALLA partita.

Scampate vs Cerro, pardon, Orologia vs Montelocco fa impallidire persino Francia-Germania. Nessuno se la fila dal tv del circolo, con Farioli in una solitudine quasi da alcolista anonimo al bar.

La partita comunque non è iniziata alle 21:30.

La partita è iniziata una settimana fa. I giocatori di scampate che nella chat storica scrivono “Oh ma ci tatuiamo il toro?”, l’ansia da rose che improvvisamente compaiono in qualche chat clandestina, Salvini che sommerge di audio gli organizzatori e così via.

Quello che noi andiamo a raccontare, è solo una infinitesima parte, un’ora… rispetto ad una vita.

 

21:35, pronti via, Piermattei fischia, dalle panchine intanto è ancora un vociare “Orologia è più forte, si ma manca Macca, Salvini non è ancora arrivato, ma Buddo non gioca adesso a Tennis?”, Conti pesca palla a centrocampo, se la aggiusta sul piede preferito, e da 15 metri sbadabam, al lato del palo. 1-0 Montelocco.

Scampate sembra accusare il colpo e va di forcing. All’8’ Cattini per Grossi che fa partire un gran tiro. Sul ribaltamento immediato di Po però viene innescato Rozzi, la difesa si fa cogliere impreparata, e roccambolesco 1-1, non ho neanche visto come perché appunto stavo appunto ancora scrivendo di Grossi.

Dopo questi due colpi vengono riposte le pistole, ci si studia con calma, e Orologia sembra prendere in mano il gioco. Al 14’ arriva Salvini appena prima di una uscita morbida di Buldrighini. Cambio tra i pali e Montelocco ritrova verve: Castagnoli gran azione sulla destra, vede Golinelli libero bel tiro ma nulla da fare. Poco dopo Boschini cross in stile Bonucci, Montanari sfiora e la palla lambisce il palo a Po battuto.

I figli delle Ramonda capiscono che è ora di colpire e lo fanno con tutto il cinismo di cui è dotato il numero 14, Mr. Albertini che in 5 minuti prova a chiudere la partita con un uno-due.

Manca poco alla fine del primo tempo, rimessa in area Orologia, Tirelli eccede con l’agonismo e con la mano de zios commette un errore ahimè evitabile. Si presenta Buldrighini sul dischetto, gelando Po con grande (e inaspettata) sicurezza.

La partita si conclude con una bella azione dei blues, Grossi appoggia per Zizzo, gran tiro ma è provvidenziale l’intervento della difesa.

Cambio di campo, secondo tempo, si ricomincia con Cattolico che da una fuga sulla destra lascia partire un bolide che centra la traversa bassa a portiere battuto. Sfortunato. La traversa ritorna due minuti più tardi quando Torri, non è ben chiaro il perché e il percome, ma lascia partire un cross/tiro esattamente da metà campo, la palombella sfiora la traversa, sbatte sulla mano di Salvini ed entra. Eurogol o gollonzo a voi la scelta.

4-2 la partita sembra finita, ma Montelocco comincia a macinare gioco. Boschini, fino a questo punto impalpabile, assume il controllo delle operazioni e risulta molto più determinato. E’ proprio lui a svoltare la partita su un bel colpo di testa da calcio d’angolo a metà secondo tempo. Al 18’ ci prova Montanari su punizione ma Po c’è un bel pò. Al 21’ Castagnoli è l’uomo giusto al posto giusto, e riacciuffa il 4 pari con un bel gol che prontamente dedica al fratello Matteo che lo sta seguendo da rojadirecta. L’ondata blu non si esaurisce, rimessa laterale dalla sinistra, Mattia Montanari riceve e lascia partire un bolide sotto all’incrocio, imparabile. Gran gol e Montelocco rimette la testa avanti, forse è la volta buona. Manca poco alla fine. Orologia le prova tutte. Strozzi con licenza di uccidere tenta una rovesciata in area. Rozzi con una bella conclusione da lontano. Ma a tempo quasi scaduto, punizione dai 15 metri. Se ne incarica Albertini, che evita la barriera e Salvini a fil di palo e si porta a casa il pallone. Virtuale.

Tutti a casa, non c’è il coprifuoco, ma è stato molto bello così.

 

Non vedevamo partite così emozionanti da anni e non solo perché erano anni che non si giocava.

Risultato complessivamente giusto, due punti persi però potrebbero incidere nella classifica finale.

 

PAGELLE

Denis Salvini. Arriva tardi ma comunque in tempo per prenderne 4. Solo la dubbia dinamica del gol da centrocampo lo colpevolizza, ma a fine partita . Su le mani al cielo per Salvo! 6+

Davide  Boschini. Le prime note sembrano quelle Bugo a Sanremo. Da tanto tempo lontano dai campi, qualcuno dalla tribuna dice “è l’ultimo 89 rimasto, oramai è vecchio”. Nel secondo tempo cambia letteralmente marcia, e la reazione del Montelocco è simbiotica: conclude la partita come un Damiano David del palco. Fuori di testa, ma diverso da loro, 7,5

Giacomo Boschini. Jack grandi speranze è diventato jack grandi piedi. Sicuro con la palla ai piedi, nonostante in viso lasci trasparire quella tranquillità e quel mezzo ciuffo Zanettiano. Cresce anche lui coi minuti, pedina fon-da-men-tale di questa formazione. The Joung Boss, 7+

Marco Buldrighini. Subisce un gol e per rimediare al Fanta chiede la grazia di tirare il rigore. E mentre Bimbi si sposta già sul sagrato per recuperare il pallone degli 11 metri… incredibilmente con grande freddezza la piazza, mantenendo la squadra a contatto nel momento più difficile. Un tacco da segnalare, utile come un aperisushi quando hai saltato il pranzo e sono le 21. Mezzo voto in più perché porta, si cambia, gol, si cambia e back to Milano. Taaaaaaaac,  6/7

Alex Caselli. “Non esistono più i giocatori di una volta”… sbagliato. E’ l’eccezione che conferma la regola. Provate voi a giocare contro dei 200X indiavolati. Il cuore oltre la carta d’identità 6.5

Francesco Castagnoli. Spigliatissimo, un razzo sulla fascia. I duri allenamenti lungo i scoscesi pendii salvaranesi stanno dando frutto. Cafu-stagnoli, 7

Denis Cattini. Si presenta nel riscaldamento con la maglia di Skriniar per mettere le cose in chiaro. Alla fine risulta un po’ meno epic di Brozo. Chiede nel finale la foto a Rozzi perché raramente riesce a vederlo in campo. A parte questo lo vediamo sicuro quando il gioco è impostato su velocità 3° categoria. Curiosità. Se parcheggi l’auto dietro alla rete del campo, significa che o sei un pazzo, o hai fiducia nei piedi degli altri. Pazzo quindi, 6

Riccardo Conti. Talento… anche un po’ presuntuoso col suo gioco di suola nello stretto. Quando è lasciato libero fa dei danni. Conti-nuità 7

Andrea Golinelli. Bene Bene. A volte si ricorda che deve un po’ lamentarsi ma quando entra nell’azione il Montelocco si fa sempre pericoloso. PeriGOLOso 7

Filippo  Grossi. Scena: Golinelli apre verso di lui con un passaggio rasoterra. Si appresta a stoppare in tutta tranquillità col destro. Mezzo metro prima un dosso impenna la palla che lo scavalca beffardamente. Benvenuto su “el parroquial”. Grande velocità con controllo anche per lui. Deciso, 7

Mattia  Grossi. C’è tempo, c’è tanto tempo per crescere. Ma queste sono belle esperienze per imparare e legare. Fresco, 6+

Mattia  Montanari. Il buongiorno si vede dal mattino e il suo è un lunedì mattina, anche se è martedì sera, quando si ritrova Stross e Tiro a sua completa disposizione. Tanto gioco, sempre pericoloso e alla fine trova anche il gol che poteva risultare pesantissimo. Il cigno di via farioli, 7

Davide  Zizzo. Un felice ritorno alla Coppa, non ha tante occasioni ma prova comunque a farsi largo davanti, dove la difesa di orologia si fa più sentire. Tenace, 6

 

Alessandro Po. L’ultima volta che l’ho visto…eravamo su un campo da basket. Si mantiene in forma il Cordaz locale, qualche bell’intervento, sui gol poche colpe. PO-rtierone, 6.5

Davide Albertini. C’è poco da fare…. ma quel lavoro qui è il suo sport (o viceversa). Ripresentarsi dopo una pandemia con una tripletta. Ma di cosa stiamo parlando? Se non fossimo più indebitati dell’inter gli avremmo davvero regalato il pallone. Fenomen, 8

Stefano Augusti. Lo osservo mentre si presenta con buone maniere allo Staff per ritirare la muta. Se fossimo a poker avrei intravisto il pollo da spennare. Invece, mai fidarsi delle apparenze. Parte in sordina ma poi riesce a conquistarsi un posto meritato nella difesa a tre…o quattro …. o era a due? Sicurezza, 6.5

Samuele Cattolico. 10 di Orologia, 17 anni.. il primo commento è… “Umiltà, bambino”. Veramente indiavolato nelle scorribande. Non gioca da Diez, ma fa male sulla fascia quando è libero di sgaloppare. Riscatto, 7

Tommaso Corradini. Ahhhhh chi può dimenticarsi la prima volta? Tanta tensione, gli amici in tribuna, quando entra le voci dietro i tigli “oh oh c’è corra in campo”. Il più è fatto, bisognava sudarla la prima volta quella maglia. Andrà sempre meglio e con gli anni arriveranno anche le gioie. Esor-day, 6.5

Filippo Lupo. Non trovo né + né – sul taccuino, quindi la storia è che non sono stato molto attento oppure non ha colpito particolarmente le tribune. Avrà perso il pelo… oppure il vizio? Tranquillo, 6

Francesco Pili. Meno incisivo di passate apparizioni, secondo me in quel ruolo Orologia deve un po’ rivedersi. Però ho visto belle sue giocate, specie ad inizio gara. Determinato, 6.5

Nicola Pili. Utilizzato ma non troppo, quando Montelocco decide di giocare col fisico va un po’ in appannamento. Virtuoso, 6

Gabriele Rozzi. Che performance ragazzi. Sapevamo del talento, ma un conto è dimostrarlo in campo. Arma letale di Orologia. Quando parte chi lo ferma più? SpeeeeeedyRozzales, 7.5

Matteo Salsi. L’esterno dei blancos si concede una prova di carattere. Non molto utilizzato, ma presente quando c’è da giocare. Sottotono, 6

Matteo Strozzi. Nelle insolite vesti di un Pasquale Bruno, nell’inaspettata coppia difensiva di Orologia. Non è andato male, ma ieri aveva un bel da fare. The rock, 6+

Andrea Tirelli. Relegato a centrale difensivo, non è certo il suo ruolo ma tutto per un bene superiore. Il rigore è un neo ma complessivamente la prova è di grande sacrificio. Free Tiro, 6+

Sebastiano Torri. La fortuna è dei principianti, ma la fortuna aiuta gli audaci. Un briciolo di spavalderia contraddistingue il suo gioco, vediamo se confermerà l’esordio positivo anche nelle prossime partite. Impavido, 6.5

 

Piermattei. Ovvero fischiare, but when it’s strictly necessary. British, of course. Il metro almeno rimane quello per tutta la gara. Preciso, pulito, esemplare, 7

MODOLENA – LA COSTA

725 GIORNI DOPO

Oppure 17.400 minuti se preferite.

Che poi, neanche vi ricordate l’ultima partita giocata della fu coppa cantoni…molto grave.

Era Tripoli – la buca, finale edizione 2019.

C’erano ancora Trump e Gilardino in attività.

725 GIORNI dopo il mondo è cambiato.

I volti noti non li trovi più.

Ti avvicini al campo e trovi dei giovani sbarbatelli classe 2000 usurati dal Topexan per i brufoli e la ghisa per i muscoli.

Sono i nuovi eroi di questo nuovo torneo che come sappiamo, è un altra cosa rispetto a since 2019.

Ha senso commentare cos’è oggi o è più importante ricordare cos’è stato?

A Tommy Vecchi la risposta finale.

Va bhe, passiamo alle cose formali.

Squadra LA COSTA

 

COMMENTO

Modolena 0 – La costa 5 (2 Martini, Prandi A, Gattamelati, Castellano)

Prima serata edizione 2021 il Clausura.

La Costa contro Modolena. Atmosfera da esordio di Rugani al Cagliari.

Alle 20:01 c’è gente, non troppa, ma tutti con la testa china sull’Iphone a controllare se l’amica ha messo la foto su Instagram di lei, il cane e il folletto.

Il calcio di inizio però è una liberazione. Si torna a giocare a calcio sul parroquial.

Chi sono le squadre?

La costa di rosso vestiti sembrano fighetti da Virgin e aperitivo in piazza fontanesi

Il Modolena di verde vestiti sembrano più operai da corsetta a Salvarano e pizza al trancio da mister pizza.

Sensazioni, ovviamente.

Coi piedi si dovrebbe fare calcio ma il calcio rinuncia a presentarsi.

Nello staff, di giallo vestiti, già si fanno previsioni, si etichettato giocatori, si stroncano carriere appena cominciate con la naturalezza con cui al Club Caressa sostiene che Lazzari è più forte di Robben.

La partita è un monologo rosso.

5 a 0.

Sculacciati e rispediti nel Modolena a raccogliere le nutrie.

Mattatore del match Alex Martini, 2 goal, un assit e una strizzata di occhio a una ragazza non bene identificata tra il pubblico.

Leone e Gualandri come li avevamo lasciati qualche anno fa. Sicuri. Carismatici. Maturi.

Per il Modolena resiste la vecchia guardia, Cerelli e Mroz.

I nuovi innesti un po’ cacio e un po’ pepe ma di giocatori poco.

Probabilmente il Paddle ha reso le nuove leve forti di manico ma lente di piede. Non so. Non è un tema che mi interessa quindi non approfondisco.

PAGELLE

LA COSTA

Gualandri 7: non fa parate degne di nota but non per colpa sua. Diciamo che l’attacco del Tripoli era efficace come Bernardeschi, mettiamola così.

Iattarelli 6.5: vecchia conoscenza del torneo, fa il suo quindi fa bene.

Alberoni 6: non ricordo cose fondamentali da scrivere che potrebbero rendere il mondo un posto migliore sulla sua prestazione in campo.

Benso T 6,5: Prince Valiant è coraggioso e si batte per sua Maestà

In gamba e generoso, agisce sempre con tanta umiltà

Condottiero valoroso, senza fronzoli e però

Nel suo cuore sa che esiste il regno di Camelot

Guarda avanti Prince Valiant

Nel tuo destino un regno c’è

Non fermarti Prince Valiant

Mago Merlino è lì con te

La tua forza indomita è profonda

Cavaliere della tavola rotonda

Corri, corri Prince Valiant

Lungo il cammino la tua strada sai qual è.

Benso M 6,5: prospetto del buon giocatore. Arcigno (che in una pagella ci sta sempre)

Catellani 7: si procura il rigore che trasforma con un tiro di una bruttezza commovente ma fa goal e chi fa goal ha sempre ragione come insegna Raspadori.

Ficarelli 6: riuscirà djokovic a superare il record di slam di Roger e Rafael?

Gattamelati 7: la butta dentro su assist di Martini regalandosi la notte più dolce della sua vita

Giorgini 6,5: acsesfà

Leone 8: esattamente uguale a come lo avevamo lasciati. Quando lo vedi, stai meglio.

Magrì 7: bella scoperta. Non conoscevamo le doti da calciatore. bravo

Martini 9: nella vita di ognuno c’è il magic moments. Il suo è arrivato stasera. Consiglio. Ritirati dal calcio, lascia un bel ricordo e compra un pezzo di terra a Prato di Correggio. Meglio su un campo da calcionon potrai fare.

Prandi A 7,5: fa goal. Educato. Porta pubblico.

Schieppati 7,5: tennista, motociclista, calciatore.. Oh ma lavora anche? Difensore alla vecchia maniera. Un po Chiellini o un Marusic con un tocco di Adani

Villa 7:

Occasionalmente fu anche autore[1], con 35 canzoni depositate a suo nome[2]. Nell’arco della sua carriera ha venduto 45 milioni di dischi in tutto il mondo.[3] Vanta assieme a Domenico Modugno il primato di vittorie (quattro) al Festival di Sanremo: nel 1955, con Buongiorno tristezza; nel 1957 con Corde della mia chitarra; nel 1962 con Addio… addio, proprio in coppia con Modugno, e nel 1967 con Non pensare a me. Vinse inoltre la serata degli autori indipendenti, istituita fuori concorso in occasione del Festival del 1957, con Ondamarina.

Per il temperamento fiero fu soprannominato il Reuccio durante una puntata dello spettacolo Rosso e nero, condotta da Corrado.[4]

Modolena

Modolena

Olmi 5: al fantacalcio sarebbe 0 ma se può consolare quest’anno ho perso una partita al Fanta perché avevo Sirigu in porta che ha preso meno 1,5 quindi per la proprietà transitiva sei meglio di Sirigu

Ayadi 6: impegnato nell impegnarsi per impegnare bene il suo tempo in campo

Cerelli 6: l’erede di Pino gioca 30 metri indietro rispetto al solito e non fa brutta figura il che non può impedire la manita

Cossentino 5: è l’essere umano che ha realizzato più goal nella storia del campo da calcetto parrocchiale. Sul calcio perde i superpoteri

Crivaro Simone 6,5: la garra uruguagia

Crivaro Salvatore 5,5: scavicchi ma non apra

Crivaro Salvatore 5,5: un po’ come Ramsey alla Juve

Fontanelli 5: da lui Coverciano si aspetta di più

Mroz A 7: il duello con Leone è avvincente. Ultimo ad arrendersi, così aggiungiamo anche il tocco da Romanzo alla serata

Mroz M 6: si sbatte ma si spettina troppo.

Nocera 6:

Nel calcio contemporaneo l’organizzazione di gioco e la sincronia tra i vari reparti (difesa, centrocampo e attacco) sono la base per il successo di qualsiasi compagine ad ogni livello. Come ho accennato in precedenza, però, la necessaria organizzazione ed il dovuto rigore tattico non devono imbrigliare la fantasia e l’inventiva degli elementi più capaci dal punto di vista tecnico.

Per quanto riguarda lo sfruttamento massimo del rendimento del ruolo di un esterno di centrocampo, ritengo quindi indispensabile inserirlo in un contesto tattico ben preciso, che non ne snaturi quelle caratteristiche “offensive” che ritengo fondamentali nell’interpretazione di questo ruolo.

A questo proposito penso che il sistema di gioco che esalti maggiormente le capacità di un’ala “vecchia maniera” sia il 4-4-2, perché consente al giocatore laterale di centrocampo di poter liberare la propria fantasia senza minimamente intaccare gli equilibri tattici di una squadra.

In un sistema di gioco che prevede l’utilizzo di soli tre difensori, infatti, le necessità di copertura e la maggiore “porzione” di campo di competenza, trasformano l’esterno di centrocampo in un giocatore maggiormente di “fatica”, prezioso per salvaguardare gli equilibri tattici della squadra, ma sicuramente meno lucido ed efficace nella fase offensiva.

Di contro, anche quei moduli che prevedono l’utilizzo di punte esterne, non esaltano secondo me le caratteristiche più pure del ruolo di ala.

In questi sistemi di gioco, infatti, l’ala diventa un attaccante vero e proprio ed i propri movimenti sono troppo connessi con lo sviluppo dell’azione e con le posizioni dei compagni di reparto per poter sfruttare a pieno le caratteristiche di corsa, tecnica, estro, che reputo imprescindibili, in chi gioca in questo ruolo.

Nella mia carriera ho avuto la fortuna di essere allenato da molti grandi allenatori, che mi hanno quasi sempre schierato sulla fascia destra, a prescindere dal sistema di gioco adottato dalla squadra.

Ho avuto modo di vedere, quindi, in che modo cambiava l’interpretazione del ruolo di ala in considerazione del modulo di gioco in cui mi trovavo a giocare.

Per questo motivo, ritengo che nel 4-4-2 il giocatore posto nel ruolo di laterale di centrocampo debba avere le seguenti caratteristiche:

capacità dal punto di vista della velocità e della rapidità: trovandosi spesso a ricevere il pallone sulla corsa, in veri e propri duelli con il difensore esterno avversario, l’esterno deve sicuramente sfruttare l’arma della velocità, per poter arrivare prima dell’avversario diretto sulla palla;

capacità di dribbling: spesso l’esterno, nel 4-4-2, può essere la chiave per scardinare le difese avversarie grazie alla sua abilità nello “scartare” il diretto avversario; una volta superato questo ostacolo infatti, si possono ottenere risultati molto interessanti che vanno dalla superiorità numerica in fase offensiva, al semplice “allargamento” della linea di difesa avversaria;

capacità tecniche: nel 4-4-2 uno dei compiti fondamentali delle ali è quello di proporre cross per i compagni che si trovano in area di rigore, appare quindi necessaria, per svolgere al meglio questo ruolo, una buona padronanza della palla, per poter effettuare cross e passaggi filtranti il più efficacie possibile;

capacità di lettura dell’azione offensiva: oltre alla velocità, questa caratteristica è fondamentale per poter agire al meglio in quelle situazioni in cui l’esterno di centrocampo detta il passaggio a suoi compagni di squadra inserendosi negli spazi liberi, per poter creare un’azione pericolosa. Spesso, infatti, grazie ai movimenti senza palla ed ai tagli effettuati nei momenti giusti le ali si possono liberare alle spalle dei difensori avversari per poter effettuare un cross o un tiro in maniera indisturbata.

Il compito primario dell’ allenatore sarà quello di individuare quali siano gli elementi più adatti, secondo le caratteristiche sopraelencate, a ricoprire il ruolo di esterno e poi, successivamente, dovrà proporre le esercitazioni e le situazioni adatte ad allenare queste capacità.

Alcune di queste situazioni di allenamento riguarderanno esercizi di tattica individuale, come ad esempio le esercitazioni riguardanti il dribbling, in cui l’allenatore dovrà far svolgere degli 1>1 sia per quanto riguarda la fase offensiva ma anche per quanto riguarda quella difensiva, visto che, durante la partita il giocatore esterno di centrocampo si troverà molto spesso di fronte al proprio omologo avversario.

Molto più articolati saranno invece gli esercizi di tattica collettiva che avranno la duplice funzione sia di allenare gli esterni nella capacità di lettura delle azioni, sia di abituare le ali stesse ai quei gesti tecnici (passaggi filtranti, cross) che saranno il loro “pane quotidiano” durante la gara.

Nel caso in cui si disponga di calciatori abili nel dribbling, sarà importante sfruttare schemi e azioni di gioco che tendano a creare situazioni di uno contro uno in grado di esaltare tali abilità. La capacità di una squadra di sfruttare le situazioni che si sviluppano sulle fasce è una qualità fondamentale ed un mezzo tattico efficiente specie contro difese avversarie che si dispongono a zona, o ben posizionate nella loro area. Pertanto, considerato che in linea di massima l’esterno alto (ala), una volta effettuato, o un dribbling o uno smarcamento con successo, molto probabilmente effettuerà un cross, mi sembra opportuno evidenziare le varie modalità di questo gesto tecnico, sempre tenendo nella massima considerazione le varie situazioni di gioco.

Cross dal fondo

Questo tipo di cross permette agli attaccanti di trovarsi in una situazione percettiva di vantaggio nei confronti dei difensori, perché hanno la possibilità di vedere perfettamente palla, avversario e porta, mentre i difensori, oltre ala difficoltà di dover controllare contemporaneamente attaccanti e palla, che provengono da direzioni diverse, hanno anche la difficoltà aggiuntiva della difesa della porta., collocata alle loro spalle. Una capacità che dovrà possedere l’ala è quella di saper leggere velocemente la situazione tattica provocata dal movimento degli attaccanti, per poter scegliere meglio dove indirizzare il cross. La direzione del cross (primo palo, secondo palo etc.), infatti, implicherà una scelta dal punto di vista tecnico, infatti l’esterno dovrà dosare al meglio il passaggio in modo tale da effettuare il cross come meglio desidera. Ancora una volta, quindi, ribadisco che chi gioca nel ruolo di esterno deve possedere anche ottime capacità tecniche di base.

Cross in corsa dalla linea di fondo

Personalmente considero questo tipo di soluzione molto redditizia; infatti quando l’esterno ha la possibilità di arrivare con la palla sulla linea di fondo, in prossimità della porta avversaria, oltre che alle classiche soluzioni che prevedono il cross sulle due punte, avrà anche l’opzione di rifinire rasoterra verso il centro dell’area di rigore, per servire magari un centrocampista in un inserimento offensivo o una punta su un movimento ottenuto fintando la profondità, creando ulteriori problemi ai difensori muovendo la palla in direzione opposta alla loro corsa.

Cross dalla ¾

Questo tipo di opzione va sfruttata specialmente contro difese disposte in linea, in quanto se l’esterno riesce ad effettuare un lancio alle spalle dei difensori schierati, gli attaccanti si troveranno in posizione di enorme vantaggio, perché in grado di colpire la palla correndo frontalmente e non muovendosi all’indietro come invece dovranno fare i difensori.

Prandi D 5: Bobo non la prende stasera. Si rifirà. È la storia che lo dice. E la storia non mente come vi diceva la prof alle superiori mentre voi dormivate.

Schillaci 5: a metà primo tempo afferma “vado che ho un altro torneo”. Non esistono altri tornei.

Spitaleri 5 o 10: sono stanco vado a letto. Scegliete voi.

 

IL COMMENTO Tripoli-Cantone 4-3

Marcatori: Crivaro Si (T), Prandi (Cerrelli) (T), Golinelli (C), Aut. Andriano (C), Prandi (T), Prandi (T), Casolari (C).

Cronaca:

Prima semifinale, da quest’anno secca, della Coppa del 2019. Atmosfera wow per uno scontro che meh.

La sorpresa Tripoli contro l’incredibile non-si-sa-come-fanno-ad-essere-li-e-Scampate-no Cantone.

Insomma la semifinale che non ti aspetti a livello di squadre, ma che ti ritrovi a dover pagellare.

Tripoli anima e core, Cantone tecnica e spavalderia. Come direbbe Billy: Il popolo contro la nobiltà, Davide contro Golia. Vince Davide.

Il match parte spumantino e non si ferma più. Uno-due di Tripoli, uno di Cantone. Sono passati 10 minuti e non ho neanche finito di mangiare l’hot dog. Il primo tempo poi si perde un po’, con le difese a spazzare, Cerrelli a metà campo fa quello che vuole e ne porta a spasso regolarmente 2 o 3, Golinelli pare un signore del calcio, dall’eleganza ed intelligenza che sfoggia. Tripoli è il classico gobbo brutto e cattivo, ma efficace, molto efficace. Sulla fine del primo tempo Andriano sfortunato sbaglia porta ed è 2-2, nulla di fatto.

Nella ripresa, le squadre si annusano per un terzo di tempo, poi in cinque minuti la decide (per l’enneisma volta) Prandi. Goal e Goalazzo nel 7 con Forcillo che guarda. Esulta come un bimbo col gioco nuovo, carica la squadra che si barrica in difesa e subisce solo un altro goal da Casolari.

Da segnalare, nel finale un goal annullato a Benso T. per cui si è dovuto richiedere l’intervento del VAR Tirelli a bordo campo. Gli animi bollenti riscaldano la fresca serata, Forcillo salva Tripoli un paio di volte e tutti a nanna.

Vittoria sudata, anzi guadagnata per Tripoli, che insidia sempre di più il titolo già nelle mani (per le stelle, io non c’entro) della Buca. Orfani di Macca e Bortolazzi, i ragazzini guidati da un eterno Prandi non mollano di un centimetro, che bello vederli lottare!

Voti:

Tripoli:

Forcillo: 7. Provvidenziale nel finale, mi piace molto tra i pali, le uscite sono da rivedere, ampi margini, ottime mani.

Cossentino: 6. A discapito di tutto e tutti, gioca col braccio fasciato, a dimostrazione della cazzimma. Anche se sono a mezzo servizio, non faccio la checca e gioco, applausi.

Crivaro Sa: 6,5. Prestanza fisica da 8, intelligenza calcistica livello Chiellini.

Crivaro Si: 7-. Corre molto, è un po’ egoista e chiama la palla sempre, non ogni tanto, sempre. La mette dentro ed apre le marcature. Esuberante e travolgente anche nel carattere, da rinfrescare.

Natoli: 7.5. Cioè boh, sembra avere 5 polmoni, 4 piedi, un sorriso stampato sulla faccia e la fortuna di un cercatore d’oro. Ah che bello il calcio.

Prandi: 9. Vabbè, non posso pagellarlo, davvero. Tripletta e si mette in panchina. Incita e corre come se avesse 10 anni di meno. Questi sono i fatti, dei sentimenti possiamo parlarne a Stranamore.

Cerrelli: 7.5. Fa quello che vuole. Fisicamente il centrocampo Cerrelli-Natoli è meglio di Bimbi-Casolari, è evidente. Mancato il goal, arrivato l’assist, a me è piaciuto.

Scarati: 8. Dare 8 ad una difesa che ha preso 3 goal? Si può, eccolo qua. Gentile, sorridente, gamba dura, petto in fuori. Tripoli in finale.

Bonna: 6. Amministra la squadra che maestro di scacchi spostati. “Dai Fede Sali”, “no no, faccio 5 minuti non di più”, “Dammi un goccio di birra prima di salire dai”. Scampoli.

Mroz: 5.5. Commentavo col fratello (palesemente di parte, e non la sua) che è migliorato. Piedi mai avuti, ma meglio posizionato e non corre più a vuoto. Come il vino.

Ayadi: 5.5. Fare il cambio di Prandi stasera… not so easy. Il paragone non lo facciamo nemmeno, ma dal pero non nascono mele.

Salsi: 6. Sociale e terzino, quindi simpatico.

Villa 6. Meno sociale, ma mediano. Simpatico.

Andriano: 5.5. Purtroppo è d’obbligo. Non brilla come Crivaro e Scarati, sberluccica.

Cantone:

Ferretti: 6.5. Bella sorpresa. Affidabile tra i pali, un po’ meno coi piedi. Ci tiene e si arrabbia se perde. Il calcio è fatto anche di attaccamento. Perdere non piace a nessuno. Si è già iscritto per il 2020.

Mezzadri: 7.5. Difende duro, forte, grintoso, e muto. Che bello. Che-bel-lo

Bimbi: 7. Subisce un po’ il fisico degli altri, usa la parte alta del corpo molto bene, i piedi ci sono e la testa pure. Purtroppo la coppa è finita per loro.

Golinelli: 7. Posizione in campo top, sempre la cosa giusta, peccato per la serata, aveva anche segnato.

Zorra: 6.5. Più in ombra rispetto al solito, anche se tocca molti palloni, non li trasforma in oro.

Davoli: 6.5. Bene. Silenzioso canino vampirico nelle spalle dell’attacco di tripoli.

Gattamelati: 5.5. Stasera più Gattapelato.

Geraci: 5.5. In ombra anche lui, la corsa è sempre tanta, io lo voglio rivedere nel 2020.

Bezzi: 6. Icona di questo nascente cantone: sorriso, bella la coppa, ma quando mangiamo?

Benso M: 6. Il gemello Derrick più piccolo non brilla, ma non opacizza. Oh non sono mica un cielo.

Benso T.: 5.5. Nervoso in campo e poco incisivo, ci prova di furbizia, ma il VAR lo sanziona. Ritenta.

Casolari: 6.5. Elegante anche lui, ed è anche giovane. Sto cantone tra un paio d’anni…..

De Luca. 6: Vedi sopra.

Arbitro:

Brindani: 8. Dovete sapere che all’interno dello staff abbiamo una regola internos che è nota come “riforma Brindani” e non a caso, è lui l’inventore. E stasera ne ha trovata un’altra. Non riuscirò mai a togliermi dalla testa l’immagine della sua corsa verso Tirelli, facendo il simbolo del VAR. forse il momento più bello del torneo. L’umiltà di dire “non lo so, fatemi andare a chiedere” è da premiare, in ogni ambito.

IL COMMENTO La Buca-Rodano 3-2

MARCATORI: 10’ pt. Carletti (B); 23’ pt. Fontanelli (R); 30’ pt. Albertini (B); 10’ st. Tirelli (B); 20’ st. Fontanelli (R).

COMMENTO: Seconda semifinale. In questa torrida serata di metà giugno si inizia davvero a fare sul serio. Chi è rimasto in gara se lo è meritato.
Si inizia forte. La partita è nervosa e combattuta. A sbloccarla, a sorpresa, ci pensa un Carletti con un pallonetto da 30 metri. Cercato o fortunato? Sarà la storia a dirlo. Rodano si sveglia e con Fontanelli, il suo talento più pregiato, suona la carica ai suoi trovando un bel gol di sinistro al 23’. La partita si assesta ma il capo cannoniere della Coppa di tutti i tempi signor Davide Albertini decide che è ora di segnare e, complice un Casetta impreciso, trova il gol su punizione. Il vantaggio della Buca si fa più largo al 10’ della ripresa, quando Tirelli segna su rigore scheggiando il palo. Rodano si riversa in avanti come Tommy (Vecchi n.d.r) su una boccia di rum e riesce a trovare il gol su rigore con Fontanelli al 20’. Purtroppo la voglia dei figli del Modolena non basta a portare a casa il risultato, che porta La Buca in semifinale.

PAGELLE:

LA BUCA:
Salvini: Il Vin Diesel di noi altri fa una buona prestazione e incassa la semifinale con merito. 6,5
Caselli: Il mastino silenzioso fa una partita quasi incredibile. Una guida esperta per la banda della Buca. 6,5
Tirelli: Il vero direttore orchestra di questa Buca. Segna anche. E Buca è l’anagramma di Cuba… 6,5
Masciulli: Voglio la trivela in finale Moscio. 5,5
Albertini: Segna sempre, sempre. Non è nemmeno in una serata incredibile ma segna e prende una traversa. E cosa ci fai? 7
Cattini: Spirito giusto e prestazione convincente. Nel dubbio spazza in curva. 6
Lupo: Me lo ricordavo meglio gli anni scorsi. Posso dirlo? 5,5
Boschini: Una serie di interventi calibrati su Schillaci e compagni lo incoronano uno dei più positivi dei suoi. 6,5
Dahiu: Evanescente. Vedi Lupo. 5,5
Carletti: Il migliore. Gioca con il solito ordine e la calma di chi ne ha viste tante. Condisce il tutto con il gol forse più importante della sua carriera, un pallonetto da 30 metri che sorprende un incolpevole Casetta. 7,5
Strozzi: Prestazione piena della solita cattiveria per l’alligatore. Niente di più. 6
Augusti: Di carattere il ragazzo ne ha, di ciuffo anche. Non sapevo chi fosse ma mi ha piacevolmente stupito. 6,5

RODANO:
Casetta: Partita segnata da un grave errore per il ragazzo, sul gol di Albertini. Per il resto si dimostra sicuro, ma ormai la frittata è fatta. 5,5
Davoli: Fuori ruolo e nervosissimo. Bah. 5,5
Martini: Si procura il rigore che potrebbe riaprire la gara e gioca in generale una buona gara. 6
Pedroni: Una gara non convincente. Doveva guidare i suoi alla finale ma non si è visto che a sprazzi. 5,5
Fontanelli: La palla dai piedi non gliela levi neanche con la badilate alle ginocchia. Fa decisamente la differenza e tiene a galla i suoi per tutta la partita. 7,5
Kondakciu: Non mi è piaciuto. Grinta incanalata male. 5,5
Schillaci: Fa la punta per quasi tutto il secondo tempo, in coppia con la sua dolce metà Petri. Purtroppo manca il dialogo e le occasioni create sono poche. 5,5
Magrì: Gioca poco, come sono costretti a fare i più giovani in certe partite. Funziona così. 6
Alberoni: Stimo il ragazzo ma il rigore procurato con uno sciocco fallo di mano macchia inevitabilmente la sua prestazione. 5,5
Petri: Parte fortissimo con una buona conclusione alta. Sparisce alla lunga. 5,5
Morini: Prova a giocarla per buona parte della partita. Infine si arrende al campo difficile ed inizia una serie di lanci lunghi che hanno però poca fortuna. 6,5
Spitaleri: In una serata di animi caldi lui dimostra di avere lo spirito da uomo razionale. Gustoso. 7
Gualandri: Il portier di Scandiano arriva a partita già in corso ma non ne cambia le sorti. Una buona sgroppata ma niente di più. 6

IL COMMENTO Rodano-La Buca 4-3

Marcatori : 5’ pt Lupo (B) assist Strozzi, 18’ pt Strozzi (B), 26’ Albertini (B) assist Golinelli, 18’ st Schillaci (R) assist Petri, 20’ st Pedroni (R) assist Gualandri, 24’ st Morini (R) rigore, 30’ st Kondakciu (R) assist Petri

Ammoniti : 27’st Augusti (B)

Note : al 2’ st Fontanelli (R) sbaglia un rigore

 

Milan – Liverpool nel 2005, Lecce – Milan nel 2011, Barcellona – PSG nel 2017, fino ad arrivare ai miracoli sportivi di questa Champions League con Tottenham – Ajax e soprattutto Barcellona – Liverpool. Queste solo alcune delle più grandi rimonte nella storia del calcio, alle quali, da ieri sera, dovrà essere aggiunta Rodano – La Buca. 4 goal in 12 minuti per la compagine di Capitan Pedroni che ribalta un risultato che sembrava già scritto.

Ultimo Venerdì di Coppa con una sola partita tra due squadre già qualificate. Il tutto lascia presagire che sarà una serata all’insegna della noia e dei biscottoni calcistici. Ma alla Coppa non conta la posizione in classifica, ma la gloria di poter arrivare davanti agli altri e di poter dire: “Io sono il più forte, sempre!”. Per questo Rodano e Buca inscenano uno spettacolo da raccontare a figli e nipoti, che tiene con il fiato sospeso fino all’ultimo secondo chi vive di calcio.

Si comincia alle 20.45 con le luci funzionanti. Assenti solo Davide Davoli (R) e Hamilton Daiu (B), arbitra Gino Govi.

La partita parte forte con Petri che dopo pochissimi minuti cerca di coordinarsi in mezza rovesciata, ma non c’entra lo specchio e rimane a 5 goal con Albertini e Benso, capocannonieri di questa CDC. Al 5’ però La Buca trova il goal con Lupo: lancio lungo dalla difesa, Strozzi appoggia di petto ad Albertini che gli restituisce il pallone scavalcando il terzino avversario. Strozzi prova il tiro, ma trova Lupo che, dopo uno stop difficoltoso, si coordina e insacca sul primo palo il goal del vantaggio. 1 a 0 La Buca. Da questo momento, per tutto il primo tempo, assolo Buca con gli attaccanti di Rodano che vengono arginati splendidamente da Boschini e compagni. Al 18’ Strozzi prende posizione su Gualandri dopo un pallone a campanile, tiro dal limite non irresistibile e Casetta si fa trafiggere con una gatta non da lui. 2 a 0 La Buca. Sul finire del primo tempo Golinelli trova Albertini al limite dell’area, che si gira e insacca nuovamente il pallone, portandosi in solitario a 6 goal nella classifica marcatori. 3 a 0 La Buca, Casetta nuovamente colpevole. Fine primo tempo

La partita sembrerebbe conclusa, lo speaker annuncia i possibili accoppiamenti delle semifinali, dando quasi per scontata la vittoria della Buca, Rodano sembra inerme. Ma si sa che il Dio del Calcio non può lasciare che una squadra forte e giovane come Rodano subisca in questo modo.

Ricomincia il secondo tempo. Al 2’ Kondakciu finta su Caselli che lo stende in area di rigore: Fontanelli si presenta sul dischetto con le gambe tremolanti e spara alto. Rodano in down completo, tutto sembra finito. Poi all’improvviso la svolta, la scintilla necessaria per accendere anche il più grande dei fuochi. 18’. Petri recupera a lato su Boschini, mette in mezzo e Schillaci insacca ad incrociare sotto la traversa. 3-1. 20’. Punizione da centrocampo di Gualandri che sventaglia per Pedroni: colpo di testa a scavalcare Salvini. 3-2. La Buca vede scivolar via la vittoria, la partita si innervosisce. Tirelli prova ad inventare calcio, Strozzi in rovesciata spara sulla traversa. Come direbbero i grandi saggi: goal mangiato, goal subito. 24’. Ribaltamento di fronte, Cattini controlla di mano in area, secondo rigore per Rodano. Stavolta Morini non sbaglia e fa 3-3. Rimonta completata in 6 minuti. Rodano però è troppo sulla cresta dell’onda per poter tornare indietro e allora continua a spingere. 30’. Govi annuncia 2 minuti di recupero. Rimessa lunga di Schillaci, Lele – Petri, la palla arriva sul destro di Kondakciu, tiro, rete. 4-3 Rodano. Rodano in fiamme, folla impazzita, Tommy e Dodo in sala stampa reagiscono come Rio Ferdinand e Lineker dopo la vittoria degli Spurs contro l’Ajax. La Buca ci prova fino all’ultimo, ma ormai non c’è più niente da fare.

Rodano accede alle semifinali come prima della classe, mentre La Buca rimane quarta, appena sopra la zona retrocessione. Lunedì si risfideranno queste due compagini, sperando di poter rivivere le stesse emozioni. Me ne vorrà il mondo del basket e quello della pallavolo, ma guardare una partita amatoriale come questa ed emozionarsi come quando si guarda una finale di Champions, può voler dire solo una cosa: il calcio è lo sport più bello del mondo. Lunga vita al calcio.

PAGELLE:

RODANO

CASETTA: Sui goal di Strozzi e Albertini ha molta parte di colpa. È in serata no e si vede. Purtroppo capita anche ai migliori, non mollare. Voto 5 Imbambolato

MARTINI: Segna la doppietta più bella fuori dal campo, accompagnato da due ragazze di dubbia provenienza. In campo non eccelle, ma non demerita. Ci prova un paio di volte, ma non inquadra la porta. Voto 6 Bobo Vieri

ALBERONI: Dietro fa buona guardia, lascia il posto a quelli che giovano meno e questo gli fa onore. Ha la personalità giusta per guidare Rodano negli anni a venire. Voto 6.5 Forza e coraggio

STORCHI: Gli ho chiesto di tornare a giocare a calcio, perché per me è ancora un bel giocatore. Veloce e tecnico, tiene a bada Albertini e Strozzi nonostante la mole. Ligio al dovere ed insostituibile. Voto 7 Soldatino

PEDRONI: Il capitano trascina la squadra con un bel goal di testa in pallonetto. Per il resto partita di sostanza a centrocampo ed in attacco. Atleticamente è ancora spaventoso, ho sentito dire “Salta come Cristiano Ronaldo”. Voto 7 Cavalletta

MORINI: Trasforma il rigore del 3-3 con una freddezza micidiale, nonostante il pallone fosse pesantissimo. Come sempre bello il duello con Tirelli a centrocampo tra i due nemici-amici. Il sinistro illumina. Voto 7 I got ice in my blood

SPITALERI: Mister Simpatia si accomoda in panchina affermando di essere scarso, entra e con un dribbling secco davanti ai miei occhi salta due avversari. In campo non sbaglia e partecipa alla vittoria dei suoi compagni. Voto 6/7 Scomodo… Al Messico

FONTANELLI: Purtroppo sbaglia il rigore che potrebbe aprire in anticipo la partita, ma per quanto mi riguarda è stato meglio così. A centrocampo è intenibile, la sua finta “destro- sinistro” imbambola chiunque. Forse non una delle sue migliori partite, ma la disinvoltura con cui tocca la palla è da Oscar. Voto 6/7Di Caprio

SCHILLACI: Nel secondo tempo si posiziona punta e Rodano trova la via per ribaltare la partita. Apre le marcature con un gran goal ad incrociare sotto la traversa. Sua la rimessa lunga da cui nasce il goal del sorpasso. Illumina la strada per una rimonta che ha dello storico. Voto 7.5 Faro

PETRI: Ex capocannoniere ex-equo, stasera non segna, ma fa segnare: prima Schillaci e poi Kondakciu. Capisce che Schillaci in avanti è più efficace di lui e gli lascia il posto, ma quando entra e lui a decidere la partita. Voto 7+ Al Vs servizio

KONDAKCIU: Gran partita la sua. Veloce e tecnico, fa impazzire più volte la difesa della Buca. Procura il primo rigore, poi non trasformato  da Fontanelli, e segna il goal del miracolo calcistico con un bel destro imparabile. Non viene premiato MVP solo perché ogni tanto si intestardisce troppo. Stesso voto comunque di Schillaci. Voto 7.5 Decisivo

MAGRI’: Probabilmente il peggiore dei suoi. Teso, polemico e mai in partita. Dispiace perché è un bravo ragazzo. Unica nota positiva: vede la sua squadra in difficoltà e si accomoda in panchina senza fiatare. Voto 5+ Gregario

GUALANDRI: Viene spostato di netto da Strozzi sul secondo goal, ma il secondo tempo è ovunque. Tutte le azioni partono dai suoi piedi e propizia anche il goal di Pedroni con un bel lancio teso e preciso. Voto 7 Pirlo

LA BUCA

SALVINI: Anche questa volta prende 4 goal. Tutte le volte che pagello io succede così: forse sono io che porto sfortuna. Quasi mai impegnato, può poco sui goal, forse non posizionato al meglio sul colpo di testa di Pedroni. Voto 5.5 Assettato

CASELLI: Primo tempo esemplare, ma anche questa volta dopo il fallo da rigore è buio pesto. Dovrebbe cercare di rilassarsi e tornare a giocare come sa fare, invece si innervosisce e si spegne. Voto 5 MetaRelax

GOLINELLI: Questa volta non illumina come al solito. Offre un bel passaggio per il goal di Albertini, ma a centrocampo è surclassato da Morini e Fontanelli. Non il massimo. Voto 5/6 Pugile

TIRELLI: Battaglia con il suo amico Morini e cerca di inventare calcio. Belle giocate e cattiveria agonistica da vendere. Combatte su ogni pallone ed è sempre l’ultimo a mollare nel nome della Buca. Voto 6.5 La Fola tornerà grande, promesso

MASCIULLI: Questa volta non corre tanto e non si fa vedere in campo. Difficile da valutare. Voto 5.5 Casper

ALBERTINI: Bomber all time e anche capocannoniere di questa Coppa. Casetta gli regala il sorpasso su un tiro non irresistibile. Per il resto solita lotta là davanti con il fedele compagno Strozzi. Prova a ribaltare il risultato fino alla fine con un mezzo rigore non concesso e una punizione a fil di palo a pochi secondi dalla fine, ma non gli riesce la contro-impresa. Voto 6.5 Irraggiungibile

CATTINI: 5 secondi di vuoto sono bastati. 5 secondi in cui prende la palla di mano in area per il rigore del pareggio di Rodano. A fine partita si rende conto del black-out e chiede scusa. Ammiriamo l’onestà. Voto 5.5 Bagher

LUPO: Questa sera lo apprezzo. A fine serata viene da me e dice: “Tanto anche questa volta mi darai 5.5” e invece no. Decido di premiarlo con il premio di MVP perché dopo l’ultima pagella mi è sembrato cambiato. Suo il goal dell’1 a 0, unico vero goal della Buca (gli altri regali di Casetta), con un gran destro in mezza rovesciata dopo uno stop non facile su bordata di Strozzi. Dribbla e combatte davanti dando filo da torcere a Storchi e compagni. Voto 7+ Uomo di poca fede

BOSCHINI: Il giovane ragazzo della cantera della Buca eccelle in difesa in quanto a chiusure e interventi provvidenziali. Dalla sua fascia nessuna azione pericolosa di Rodano, proprio perché lui è insormontabile. Piccola sbavatura sul goal di Schillaci, dove però c’è una leggera spinta fallosa. Gli cosa l’MVP. Voto 7 GGG: Grande Giacomo Gentile

CARLETTI: Motorino instancabile. Questa sera non si fa vedere più di tanto, ma il suo lavoro è gestire il tutto da dietro le quinte. Capitano sapiente che non perde mai la lucidità. Voto 6.5 Tutta testa

STROZZI: Davanti è una certezza. Lui e Albertini sembrano gemelli, si capiscono senza parlarsi. La sua mole lo rende temibile per qualsiasi difesa. Nei primi 5 metri di scatto è devastante. Prova una rovesciata che si stampa sulla traversa. Peccato poteva essere lui l’MVP. Voto 6/7Album Panini

DE STEFANO: Giovane con tanta voglia di fare, ma mezzi tecnici limitati. Non molla mai, ma affonda con la squadra. Voto 5/6 Non mollare

AUGUSTI: Nel secondo tempo si innervosisce e viene ammonito per un fallo inutile su ripartenza avversaria. Peccato, non aveva giocato malissimo. Voto 5.5 Giallo come il sole

ARBITRO GOVI: Arriva 5 minuti in ritardo con tutti che lo aspettano come si aspetta lo special guest della serata. Pensava di avere vita facile, ma gli tocca arbitrare una partita difficile e spinosa. A volte lascia correre e a volte fischia forse troppo presto. Nonostante questo è in mezzo al campo a metterci la faccia e l’Organisation ringrazia. Voto 6.5 Senza di te, Scampate non c’è